HARDWIRED…TO SELF DESTRUCT, Metallica

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HARDWIRED…TO SELF DESTRUCT, Metallica

Programmati… per l’autodistruzione, è questo il titolo del nuovo album dei Metallica ed infatti il brano iniziale “Hardwired” è una secca, amara e ritmata riflessione apocalittica sul futuro del genere umano. har_03Siamo fottuti perché siamo stati programmati per autodistruggerci, il nostro destino è segnato, lo è sempre stato, e noi non possiamo fare altro che incamminarci lungo la strada che conduce verso il grande distruttore. Il brano successivo, “Atlas, Rise!”, con le chitarre che spingono l’acceleratore, è una canzone dolente che paragona la condizione di coloro chehar_07 sono costretti a sopportare, da soli, le proprie pene e le proprie fatiche, a quella del mitico Atlante, figlio di Zeus, costretto dal padre stesso, a sostenere da solo il peso della volta celeste per essersi alleato con Crono contro di lui. Atlante è una figura maledetta, har_01soffre in silenzio, mentre l’odio ed il rancore per la terribile punizione che gli è stata inflitta, gli spezzano la schiena. Il brano è un rincorrersi forsennato delle chitarre fino al liberatorio grido: “Atlante, sorgi!”.

I toni si abbassano con il terzo pezzo, “Now That We’re Dead”, mentre ritornano ad essere decisamente più intensi e combattivi con la seguente “Moth Into Flame”, unahar_06 cruda constatazione su quanto possa essere fugace il successo, su quanto possa essere terribilmente brutto non sentirsi più acclamato, ma ritrovarsi solo in un grande silenzio che sa di morte. Lo show business consuma ogni tua energia, senza rendertene minimamente conto potresti ritrovarti senz’anima, come una falena che vola, inesorabilmente, verso le fiamme che l’arderanno viva. Il primo disco è chiuso da “Halo On Fire”, una canzone di circa otto minuti, impreziosita da un’ottima prova har_02vocale di James Hetfield, capace di evocare le atmosfere, di volta in volta, oscure e sognanti, rabbiose ed allucinate che caratterizzano il brano, chiuso da una corposa sezione finale puramente strumentale.

L’impressione, dunque, che si ha, dopo aver ascoltato questo primo disco dell’album, è che i Metallica abbiano voluto proporre delle sonorità più vicine alla parte iniziale della propria carriera, hanno sapientemente cercato di mescolare gli elementi trash dei primi album, con i migliori passaggi hard rock degli ultimi lavori. Il risultato è quello di aver realizzato un bel disco, senza cedere ai compromessi: piaccia o no ai fan della prima ora ed ai puristi del trash metal, i Metallica, oggi, sono questo e questo è il loro sound. Quest’album, di conseguenza, va ascoltato e giudicato per com’è, per quello che cerca di trasmettere, senza farsi influenzare da ciò che è accaduto, di buono e cattivo, nel passato.

har_05Il secondo disco è aperto da “Confusion”, un brano più martellante, che tenta di dare la scossa dopo il finale meditativo del disco precedente, è una sorta di incitamento ad afferrare il controllo della propria esistenza, a riprendere la lotta quotidiana e non farsi travolgere dalle avversità, rischiando di perdere lahar_04 propria sanità mentale. Il brano seguente, “ManUNkind”, è potente e carico di tensione, mentre “Murder One”, dal nome dell’amplificatore preferito da Lemmy Kilmister, è, appunto, un omaggio a Lemmy ed ai Motorhead, i quali assieme ai Black Sabbath sono certamente i due gruppi che hanno ispirato alcuni passaggi di questo doppio album. Il secondo disco risulta essere, nel complesso, inferiore rispetto al primo, ma è impreziosito dall’ultimo brano, “Spit Out The Bone”,  una canzone densa di riff, veloce, elettrica e trascinante che riporta la band a sonorità e sfarzi passati.

har_09L’album, probabilmente, sarebbe potuto essere più breve limitandosi al primo disco ed alla prima ed all’ultima traccia del secondo, ma comunque è un buon lavoro – il migliore dai tempi del Black Album. Il disco è omogeneo e può contare su parecchi passaggi aggressivi, crudi e decisi, che renderanno ancora meglio nelle prossime esibizioni live della band. Un’ultima considerazione sulla copertina del disco, è decisamente brutta, l’album avrebbe meritato qualcosa di più efficace.

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By | 2017-08-01T20:20:47+00:00 novembre 19th, 2016|MUSICA|0 Comments

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