LA MIGLIORE ETA’, Violacida

//LA MIGLIORE ETA’, Violacida

LA MIGLIORE ETA’, Violacida

Il primo brano, “Canzone Della Sera”, è una riflessione graffiante e piuttosto cruda sulla condizione giovanile, sulla convinzione diffusa di doversi necessariamente rinchiudere, vio_01prima o poi, in un’esistenza quieta e borghese, un’esistenza ed un mondo sgonfi. Il brano successivo, “Temporale”, caratterizzato da una ritmica tipicamente punk, è la continuazione naturale del discorso, il temporale assume un ruolo salvifico perché è bene mettere le cose sotto sopra; è bene avere dei dubbi e non chiudersi in opprimenti certezze; è bene porsi delle domande su sé stessi e sulla strada intrapresa; è bene affogare ogni cosa in un temporale.

L’inizio veloce si affievolisce nel pop surreale di “Contraccettivo”, un brano che riflette tutto il malessere di una generazione che deve capire che il mondo non è come lo immaginiamo, il mondo è completamente diverso da quel luogo che potremmo trovare in un libro o una canzone. L’uomo deve liberarsi da tutte le falsità, per poi poter finalmente decollare. Intanto, però, il tempo scorre velocemente e ogni cosa che impariamo, anche la più piccola o apparentemente insignificante, ci costa energia (“Occhi Chiusi”). Musicalmente le sonorità più pop dei Violacida  si avvicinano a quelle di A Toys Orchestra. “Cos’è Una Distrazione” è un brano etereo, quasi bucolico, che apre alla parte più melodica del disco, rappresentata dalle successive “Sentiero” e “La Tua Età”.

vio_06L’altra anima della band, quella un po’ più rock, che non disdegna le sonorità più veloci ed elettriche, torna in “Varanasi”, mentre “Monte Blu” e la meditativa “Il Fiume” sonovio_04 caratterizzate da un’anima più ipnotica e sperimentale, che guarda ai Verdena più riflessivi. Questa, probabilmente, è la parte più accattivante dell’album, quella in grado di coinvolgere maggiormente gli ascoltatori e contribuire all’intensità dei live ed alla creazione di un legame empatico con il pubblico.

vio_05Il secondo album dei Violacida oscilla tra sonorità pop e rock, caratterizzato da una malinconia di fondo per il tempo che inevitabilmente è passato, portandosi dietro tutti i nostri piani e lasciandoci, a volte, con delle cocenti delusioni. Ciò che cerchiamo e ciò che otteniamo, spesso, non coincidono affatto; è un aspetto dell’esistenza che dobbiamo imparare ad accettare. Ma non c’è solo disillusione in questo disco, i brani presenti vogliono essere una spinta ad agire e non farsi né trasportare dalla massa, né a farsi rinchiudere in un mondo asettico e senza spazio per le passioni e l’imprevedibilità.

vio_02

By | 2017-08-01T20:20:03+00:00 novembre 24th, 2016|MUSICA|0 Comments

About the Author:

Leave A Comment