GIVE ‘EM ENOUGH ROPE, The Clash

//GIVE ‘EM ENOUGH ROPE, The Clash

GIVE ‘EM ENOUGH ROPE, The Clash

Il 1978, l’anno in cui venne pubblicato il secondo disco dei Clash, fu un anno di transizione: i Sex Pistols si sciolsero definitivamente ad inizio anno ed accanto alla rabbia del punk, si facevano via, via strada le give_04sonorità amare ed introspettive della new wave. La CBS, l’etichetta dei Clash, spingeva affinché la band sfondasse anche in America, quindi il secondo disco non doveva essere troppo rude e spigoloso, doveva risultare più lineare e levigato. Da ciò nacquero dei contrasti che portarono all’allontanamento di Bernie Rhodes, il primo storico manager della band, colui che riteneva il gruppo una sua esclusiva creazione, una sorta di marchio che potesse esseregive_01 venduto, indipendentemente dai suoi componenti. Nel ’78, comunque, i Clash riuscirono a risolsevere la questione del batterista, optando per un batterista jazz, Topper Headon, definito la sala macchina dei Clash, grazie al quale furono possibili le contaminazioni musicali globali che faranno la fortuna degli album successivi.

Nonostante il suono sia più pulito, le tematiche politiche che muovono la band sono esattamente quelle del primo album e ciò è chiaro sin dalla copertina del disco: un cowboy giace morto a terra, sotto lo sguardo freddo e distaccato di una guardia rossa della Repubblica Popolare Cinese. Un’immagine che vuole mostrare la crisi del capitalismo give_07occidentale e delle sue politiche. Anche il titolo è emblematico e vuole rafforzare l’idea di questa irreversibile fine: “give ‘em enough rope”, ovvero “date loro maggiore corda”, affinché possano impiccarsi con le loro stesse mani.

Nel secondo album le canzoni basate su tematiche sociali, sono affiancate da brani autobiografici, ad iniziare dal primo brano, “Safe European Home”, che, partendo dall’esperienza di un viaggio in Giamaica compiuto da Mick e Joe, vuole denunciare le condizioni di difficoltà in cui sono costrette a vivere legive_04 persone comuni nei paesi sottosviluppati, rispetto a quanto avviene nella nostra sicura casa europea. Un’esperienza, quella del viaggio, che avvicinerà ancor di più, sia Mick, che Joe, alle sonorità ska e reggae. “English Civil War”, prendendo spunto dalla canzone pacifista irlandese “Johnny I Hardly Knew Ye”, vuole criticare ed osteggiare la deriva verso destra della società britannica, acuita da movimenti nazionalisti come il “British National Front”. give_02Un brano distopico nel quale viene descritta una Gran Bretagna fascista, governata con la forza dei bastoni e dei pugni dal così detto esercito del nuovo partito. Ancora una volta i Clash riescono ad essere profetici, così come lo sono nel brano successivo, “Tommy Gun”. Tommy è un cecchino, un terrorista, l’eroe di un’epoca che non ha più eroi e riferimenti, nella quale i ragazzi godono e si esaltano nel leggere le imprese di Tommy e di quelli come lui sui giornali e desiderano emularli ed essere come loro. Senza più ideali, senza alcun rispetto per la sacralità della vita, ogni causa, anche se falsa, appare degna d’essere sposata in pieno.

Nell’album vi sono anche brani che traggono l’ispirazione dalla vita nei quartieri popolari, Mick, ad esempio, era cresciutogive_03 nella zona sud di Londra e “Stay Free” è un affresco di quella vita trascorsa tra risse in strada, sabati a ballare e problemi scolastici, che culminano con il suo allontanamento e quello dei suoi compagni dalla scuola, perché i ragazzi erano stati ritenuti troppo stupidi ed anche irrecuperabili dai propri insegnanti. Una vita così ha la sua naturale evoluzione nella prigione. La vita di strada, con riferimento alla droga ed al bisogno di farsi, è il tema principale anche del brano “Drug-Stabbing Time”, mentre in “Last Gang In Town”, Londra viene descritta come un luogo in cui tante band giovanili (punk, rockettari, neri, ribelli rockabilly) combattono tra loro, dandosele di santa ragione, armati di coltelli e catene, in un clima di abbandono e decadenza, che sembra quello del celebre film “The Warriors” – give_10ambientato, però, a New York – che uscirà nel 1980. L’abbandono e la decadenza sociale sono cantati anche in “Cheapskates”, un brano sugli ultimi, sui miserabili, su quelli che sono ritenuti i rifiuti della società. Come via di fuga da questo mondo, a volte, c’è solo la musica, i ragazzi sperano di avere successo, di salire sull’otto volante delle rockstar. È vero, si ha a che fare con dei manager che sono dei veri e propri mafiosi, ma tutto ciò è sempre meglio della merda che c’è fuori, delle fabbriche grigie e di una vita di perenne sfruttamento (“All The Young Punks”).

give_08

 

By | 2017-08-01T20:17:33+00:00 dicembre 13th, 2016|THE CLASH|0 Comments

About the Author:

Leave A Comment