WESTWORLD SOUNDTRACK, Ramin Djawadi

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WESTWORLD SOUNDTRACK, Ramin Djawadi

Westworld è una serie fantascientifica, la cui trama si svolge in un parco dei divertimenti del futuro, che, a sua volta, ha come ambientazione il vecchio e selvaggio west. Un mondo irreale, dove le uniche “creature” a non conoscere la verità sono i così detti “residenti”, ovvero gli androidi creati per rendere il più possibile piacevole, unica ed interessante l’esperienza dei visitatori umani. I residenti, infatti, possono essere sottoposti a qualsiasi tipo di violenza o abuso, senza la possibilità di opporsi e reagire alle sopraffazioni subite. Abusi sessuali, mutilazioni, sofferenze atroci, morte, sono all’ordine del giorno. Ai visitatori umani è permesso dare libero sfogo a qualsiasi istinto bestiale. Tanto, poi ci penseranno i tecnici del parco a riparare i danni, a ricostruire le varie trame narrative e a riportare “in vita” i residenti “ammazzati”.

Westworld è accompagnata da una colonna sonora, opera di Ramin Djawadi, che, oltre a musiche originali, appositamente create per questa serie TV, contiene le versioni strumentali, eseguite al pianoforte, di celebri canzoni rock. È assai frequente, infatti, che le scene che si svolgono, sia all’interno, che all’esterno del saloon di Sweetwater, aventi come protagonisti pistoleri, bari, ubriaconi, cittadini comuni, uomini di legge, prostitute ed avventori umani di passaggio, in cerca di compagnia, delirio e divertimento, abbiano come sottofondo musicale questi brani.

“Black Hole Sun” dei Soundgarden, “Paint It Black” dei Rolling Stones, “No Surprises”, “Fake Plastic Trees” ed “Exit Music (For A Film)” dei Radiohead, “A Forest” dei Cure, “Back To Black” di Amy Winehouse, “Something I Can Never Have” dei Nine Inch Nails, “Ain’t No Grave” proposta dall’uomo in nero Johnny Cash o “House Of The Rising Sun”, nella versione degli Animals, sono alcune delle canzoni che è possibile ascoltare. Esse accompagnano scene di vita quotidiana, di ordinaria violenza o semplicemente sono suonate nel bordello/saloon da un residente robot. In un mondo, nel quale è tutto falso, questi celebri brani rappresentano il legame con la realtà e contribuiscono a sottolineare come, spesso, la nostra stessa esistenza, i nostri affanni quotidiani, i nostri patemi e le nostre aspettative siano semplicemente parte di una gigantesca illusione.

Westworld è anche una colonna sonora epica e particolarmente suggestiva che ben si adatta alle scene della serie TV di HBO, continuamente in bilico tra il caos del selvaggio west e l’ordine dei laboratori del parco. Ogni singola giornata di vita nel parco richiede un innumerevole numero di partecipanti, umani e robot, un intenso sforzo creativo da parte di scrittori, programmatori, tecnici, medici. Cuore e ragione, scienza e fantasia, spirito e materia, a Westworld divengono un’unica cosa ed il compito della musica deve essere, quindi, anche quello di esaltare questa grandiosa e magnifica opera di falsità, mistificazione e crudeltà, frutto della mente umana, la quale tenta nuovamente di ergersi al ruolo di Dio.

Ogni elemento di questa realtà artificiale, però, è destinato a frantumarsi, a crollare su stesso. Westworld non diverrà altro che l’ennesima Torre di Babele, edificata dall’arroganza, dalla superbia e dalla follia umana. La musica, di riflesso, oltre ad evocare le atmosfere tipiche delle ambientazioni western (i grandi spazi, la natura selvaggia ed incontaminata, i duelli all’ultimo sangue, i saloon, i piccoli villaggi di frontiera, il sudore e la polvere), deve essere anche inquietante, cupa e drammatica, perché Westworld è un mondo destinato alla distruzione; un mondo cattivo ed avvelenato nel quale non c’è assolutamente spazio per la speranza, per la verità e per la libertà. Ogni creatura di questo mondo è schiava, destinata ad essere sacrificata nel nome del mero profitto, delle emozioni più abiette che è in grado di provare l’essere umano e non può trovare la pace nemmeno con la morte. A Sweetwater non c’è mai spazio, fatta eccezione per alcuni sognatori, dotati di notevole sensibilità, per la pietà, per il rispetto e per l’amore. La Torre di follia, di conseguenza, prima o poi, non potrà fare altro che crollare su stessa.  

   

By | 2017-08-01T20:24:49+00:00 dicembre 14th, 2016|MUSICA, VIDEO|0 Comments

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