EP, /Handlogic

//EP, /Handlogic

EP, /Handlogic

Viviamo in un’epoca nella quale la tecnologia è letteralmente “esplosa”, grazie soprattutto all’enorme sviluppo che hanno avuto i computer e le reti per l’elaborazione e la condivisione delle informazioni. L’uomo, in poche decine di anni, non ne è stato solo condizionato, in ogni ambito della propria esistenza, ma ne è stato addirittura trasformato. Tutto ciò ha influenzato e messo a rischio il rapporto stesso tra gli esseri umani e quello tra ciò che è reale e veritiero e ciò che, invece, è puramente artificiale e viene costruito ad hoc, con scopi e finalità che sono sempre a vantaggio di una comunità, più o meno ristretta, di individui. È questa la così detta “portante” di questo primo interessante – ma ancora embrionale – lavoro degli /Handlogic, un accattivante EP costituito da quattro canzoni.

L’essenza della band fiorentina ruota attorno al contrasto ed allo stesso tempo alla viscerale simbiosi che si è venuta a creare tra l’uomo e la tecnologia. Da un lato, quindi, vi sono la mente razionale e la logica, di per sé glaciali e rispondenti a ben definiti schemi matematici ed a regole precostituite. Dall’altro lato troviamo il cuore, passionale ed istintivo, che spinge l’essere umano a non sentirsi mai completamente appagato, a spingere il suo sguardo oltre l’orizzonte delle proprie certezze, ma soprattutto a cercare un rapporto diretto con i propri simili ed a portare calore e dinamismo laddove tutto appare statico, ordinato ed immutabile.

L’esplorazione sonora e la curiosità sono la base di questo EP. Quattro brani elettronici, oscillanti tra il trip-hop ed un pop minimale ed ipnotico, nel quale sono presenti influenze jazz e folk. È evidente come a monte delle canzoni vi sia stato un certosino lavoro di armonizzazione, di miscelazione delle varie stratificazioni sonore esistenti, in modo tale da creare una piccola perla di semplicità e melodia. Nonostante la complessità del progetto, ogni singola nota, ogni singola parola (“Earplugs”), ogni corposa e massiccia linea di basso (“Mindlogs”), ogni suono, ogni effetto (“Oroboro”), sono posizionati nel posto giusto, al momento giusto, e contribuiscono a rapire l’attenzione dell’ascoltatore (“Arles”), a condurlo in quella landa gelida che è il mondo artificiale della tecnologia, ma, allo stesso tempo, a stravolgerlo grazie alla propria umanità, al proprio desiderio di scoprire nuovi sentieri, di compiere delle scelte, alcune delle quali possono anche rivelarsi erronee, ma ciò non importa, perché tutto contribuirà, alla fine, alla propria crescita personale ed artistica.

By | 2017-08-01T20:24:30+00:00 dicembre 16th, 2016|MUSICA|0 Comments

About the Author:

Leave A Comment