NOT THE ACTUAL EVENTS, Nine Inch Nails

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NOT THE ACTUAL EVENTS, Nine Inch Nails

I Nine Inch Nails chiudono il 2016 con un EP, “Not The Actual Events”, crudo e brutale, definito dallo stesso Trent Reznor come qualcosa di ostile e di sufficientemente impenetrabile. L’EP è aperto da “Branches / Bones”, un brano pulsante e nevrotico, che spinge immediatamente al massimo la tensione, avvolgendo l’ascoltatore con le sue atmosfere arrabbiate e cattive, mentre Reznor sputa fuori tutto il suo veleno e sembra quasi voler ritornare alle sonorità più cattive del passato, tant’è vero che in uno dei versi della canzone, dichiara che “it’s like I’ve been here before!”, ovvero “è come se fossi stato qui prima!”.

Giusto il tempo di abituarsi alla tempesta in atto, che parte il secondo brano, “Dear World,”, una ballata sintetica, piena di sonorità digitali ed elettroniche. È una canzone aperta, una sorta di lettera sospesa ad un mondo che sta velocemente morendo. Nonostante tutte le grandi scoperte tecnologiche, i sentimenti più meschini, bestiali e primordiali, che caratterizzano, da sempre, il genere umano, hanno la meglio e tutto, prima o poi, sarà inevitabilmente distrutto dalla follia umana. Resteranno solo le macchine. Questa pesantezza e questo approccio distropico e pessimista al futuro tornano alla ribalta, con le loro sonorità spettrali, terrificanti e minacciose, anche nel terzo brano dell’EP: “She’s Gonna Away”.

Il mondo artificiale, le sue macchine diaboliche, le sue creature senz’anima sembrano, invece, fare un passo indietro nella successiva “The Idea Of You”, l’unico brano in cui l’elemento umano e passionale sembra avere la meglio su quello puramente elettronico, razionale e sintetico. È, infatti, evidente e viscerale il contributo di Dave Grohl alla canzone. Le chitarre sono cattive e graffianti, la batteria è brutale ed anche i cori sono volutamente massicci ed aggressivi. Un esempio di perfetta fusione di ritmi industriali ed alternative rock, con continui ammiccamenti al punk. In questo brano Reznor sembra sfogarsi e liberarsi dei suo demoni personali, “brucia figlio di puttana!” è il suo urlo liberatorio, mentre afferma di sentirsi più forte di quanto non sia mai stato, proprio ora, nel suo declino.

L’ultimo brano dell’EP, “Burning Bright (Field On Fire)”, ritorna sulle sonorità più classiche dei NiN, quelle ipnotiche, lente ed industriali degli anni novanta.

Il nuovo EP è caratterizzato dalla presenza nel progetto NiN del compositore Atticus Ross con cui Trent Reznor ha già collaborato in passato per diversi album e varie colonne sonore (con “The Social Network” sono arrivati all’Oscar). Il suo marchio è evidente sulle scelte melodiche, su quell’atmosfera inquietante che sembra calare su quella creatura rabbiosa e mai doma che sono i NiN di Reznor.

By | 2017-08-01T19:45:23+00:00 gennaio 2nd, 2017|MUSICA|0 Comments

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