SANDINISTA!, The Clash

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SANDINISTA!, The Clash

La ricerca musicale e la contaminazione di generi che i Clash avevano iniziato con London Calling, raggiunge il suo apice in Sandinista!, nel quale la band non si limita a miscelare punk e reggae, rockabilly e ska, ma scopre altre sonorità provenienti dal soul, addirittura dal gospel, ma soprattutto dal rap e dal fsln_01dub. Se London Calling nasceva nei sobborghi e nelle periferie urbane di Londra e guardava all’America ed alla Giamaica, Sandinista! nasce nei sobborghi e nelle periferie urbane di New York City. All’epoca fu un disco che spiazzò sia i fan, che lafsln_06 critica musicale; ben 36 canzoni racchiuse in un album triplo, venduto al costo di uno doppio (in tipico stile Clash, com’era già successo col doppio London Calling venduto come singolo) e può essere considerato, per l’approccio nel descrivere la situazione contemporanea e per lo stile utilizzato, uno dei primi dischi terzomondisti della storia del rock. È cosa nota che il titolo dell’album, la cui sigla è appunto FSLN, fu un omaggio ai guerriglieri sandinisti che si opponevano al regime dittatoriale, spalleggiato e sostenuto dagli Stati Uniti, della famiglia Somoza sul Nicaragua.

fsln_04Il brano più politico dell’album è, appunto, “Washington Bullets”, una chiara denuncia delle intromissioni del governo statunitense, sia con i suoi dollari, che, soprattutto, con i suoi proiettili, sui paesi dell’America Latina. Le pallottole difsln_05 Washington hanno già fatto sentire la loro voce in Cile (chiedete a Salvador Allende o Victor Jara) ed a Cuba (chiedete a Castro). Non guardate, però, solo all’America Latina, al Cile,a Cuba o al Nicaragua, guardate anche cosa fanno i Sovietici in Afghanistan oppure i Cinesi in Tibet, guardate tutto quello che succede quando i proiettili di questi fsln_02oppressori cercano di limitare la libertà dei popoli. USA ed URSS vengono rappresentate come le facce d’uno stesso potere, un potere che vuol metter sotto scacco tutte le nazioni del mondo (“Ivan Meets G.I. Joe”). L’orso Ivan ed il cane G.I. Joe picchiano chiunque gli si oppone e cercafsln_11 di contrastarli, accompagnati da un ritmo dance e dai rumori tipici dei primi videogames, ma poi quando non resta più nessuno su cui sfogarsi, iniziano a picchiarsi tra loro, dandosele di santa ragione.

Le persone comuni non sanno mai quale sia la verità perché sono manipolate, la gente deve ricevere solo buone notizie (“The Leader”), deve starsene buona e tranquilla, mentre chi governa, chi detiene davvero il potere, deve poter essere libero di fare i suoi porci comodi, abusando del proprio ruolo, sprecando le risorse comuni e spingendo il paese in inutili guerre, tanto non sono loro quelli che fsln_08rischieranno, quelli che soffriranno la perdita di amici e parenti. Ma nonostante le ragioni che vogliono inculcarci, nonostante le leggi che ci hanno dato, l’educazione che ci hanno impartito, dobbiamo imparare ad aprire gli occhi e a rifiutarci di seguire la loro chiamata (“The Call Up”) alle armi, è giunto il momento di dire finalmente basta ai giovani costretti a marciare contro la morte.

I Clash non lesinano critiche neppure alla religione cristiana, con l’amaro ed irriverente gospel di “The Sound Of The Sinners”, presentandola come un’organizzazione attenta solo ai soldi ed al guadagnofsln_13 facile, ma indifferente alle sofferenze e ai dolori dei così detti perdenti. Gli stessi che sono al centro di un altro brano famoso di questo fsln_09disco, “Something About England”, i miserabili che muoiono in guerra, che restano senza lavoro a causa delle solite crisi economiche, che girano il mondo alla ricerca di condizioni di vita migliori e che finiscono per essere accusati di estorcere ciò di cui hanno bisogno e di voler vivere solamente d’elemosina.

“Sandinista!” allontanò definitivamente i Clash dal punk e dall’Inghilterra, fu prodotto in America e non ebbe assolutamente nulla a che vedere con le varie evoluzioni che il punk stava avendo nel frattempo, come, ad esempio, il movimento oi!, quello skinhead o l’hardcore. Fu un album profondamente variegato ed innovativo, con varie collaborazioni ed influenze musicali. Altro brano meritevole di nota è “The Magnificent Seven”, considerato, storicamente, la prima canzone rap suonata da una band di bianchi, con un testo surreale che metteva in risalto la frenesia di quei nascenti anni ottanta.

“Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori! Queste sono le mie ultime parole e ho la certezza che il mio sacrificio non sarà vano. Ho la certezza che, per lo meno, ci sarà una lezione morale che castigherà la vigliaccheria, la codardia e il tradimento.” (Salvador Allende)

By | 2017-08-01T19:42:31+00:00 gennaio 13th, 2017|THE CLASH|0 Comments

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