L’AMORE E LA VIOLENZA, Baustelle

//L’AMORE E LA VIOLENZA, Baustelle

L’AMORE E LA VIOLENZA, Baustelle

In modo semplicistico si potrebbe affermare che il nuovo disco dei Baustelle sia un sapiente e ben pensato mix di nostalgia per gli anni sessanta e settanta – con tanto di icone ed accessori dell’epoca – pop music italiana, la voce suadente e sempre ispirata di Rachele Bastreghi ed i testi di Francesco Bianconi che tessono romantiche trame color pastello.

La malinconia per i tempi nei quali i governi si succedevano uno dopo l’altro e noi ci sentivamo eterni (“Musica Sinfonica”) è forte e scorre, come linfa vitale, in tutte le tracce dell’album, ma c’è anche qualcos’altro che rende questo nuovo disco, un buon lavoro, decisamente superiore a ciò che propongono i vari gruppi ed artisti che fanno riferimento al panorama pop, più o meno indipendente, più o meno commerciale, più o meno artificiale, che è in grado di offrire oggi il nostro paese.

La parte più bella dell’album è quella iniziale, che dopo l’intro strumentale di “Love”, offre quello che, probabilmente, è il brano più interessante del disco: “Il Vangelo Di Giovanni”. In questa canzone i Baustelle riescono a miscelare in modo quasi perfetto l’indefinita nostalgia per il passato con qualcosa di molto più tangibile e concreto, ovvero le brutture dei tempi moderni. Nonostante la melodia del pezzo, la violenza è vera, si può toccare con mano, con i suoi colpi di fucile, così come sono vere le sofferenze dei profughi o di coloro che debbono accettare condizioni di lavoro disumane. Ed anche la scelta del titolo, con il riferimento al Vangelo più vicino alla condizione “umana” di Cristo, è decisamente azzeccata, mentre dal punto di vista testuale è evidente come questo brano debba molto alla poetica di Franco Battiato. I Baustelle esprimono il bisogno dell’uomo moderno a ritrovare sé stesso, a realizzare qualcosa di profondo, qualcosa che possa vincere la mutabilità del tempo.

Il brano successivo, il singolo “Amanda Lear”, riporta il discorso su un piano più terreno, le nubi oscure de “Il Vangelo Di Giovanni” si sono diradate e le nostre ansie vengono fagocitate da una nona sinfonia pop d’amore perduto e rimpianto. La voce di Rachele impreziosisce le tastiere ed i sintetizzatori di “Eurofestival”, mentre tutto intorno sembra confondersi volutamente, cose importanti e cose del tutto trascurabili, concetti astratti e filosofici si mescolano ai bisogni più diretti e materiali dell’essere umano.

La seconda parte del disco è quella più scontata ed anche i testi diventano più prevedibili e desiderosi di accattivarsi il pubblico, con i loro continui richiami all’amore, alla voglia di vivere e sentirsi sempre giovani. Ogni cosa viene coperta da un velo leggero ed anche gli elementi più negativi, come la frustrazione o il dolore assumono dei contorni sfumati: la vita è tragica, ma, allo stesso tempo, è bellissima. Siamo dinanzi ad un buon disco di musica leggera italiana, inutile forzarlo ad essere qualcosa che non è, si rischia solo di alterarne l’originalità e di restarne delusi. I Baustelle cercano la semplicità delle cose, il messaggio diretto. Non disdegnano passaggi più impegnati, ma cercano continuamente l’equilibrio tra la forma, il desiderio di essere radiofonici ed il contenuto. Se da un lato ciò porta ad avere un disco che si lascia ascoltare piacevolmente dall’inizio alla fine, un disco che avrà sicuramente successo nelle radio e farà sognare gli ascoltatori, dall’altro lato alcuni brani risultano essere troppo superficiali.

“L’Amore e La Violenza” non passerà certamente alla storia come un disco rivoluzionario o innovativo, esso rappresenta, in tutto e per tutto, la nostra epoca, nonostante la nostalgia per il passato di cui è intriso. Noi, ormai, ci abituiamo a qualsiasi avvenimento, nulla sembra stupirci o impressionarci, persino il dolore, le disgrazie, le sconfitte, vengono superate come se si trattasse di un altro giorno da segnare sul calendario (“L’Era Dell’Acquario”).   

By | 2017-08-01T19:41:40+00:00 gennaio 16th, 2017|MUSICA|0 Comments

About the Author:

Leave A Comment