MACHINE MESSIAH, Sepultura

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MACHINE MESSIAH, Sepultura

All’apice del loro successo, nel 1996, i Sepultura pubblicarono un album leggendario, “Roots”, un perfetto equilibrio di metal e ritmi tribali. Successivamente con l’abbandono del chitarrista e cantante Max Cavalera, seguito qualche anno dopo dal fratello batterista Igor, vi furono anni decisamente più bui ed album non sempre all’altezza del nome della band.

La nuova creatura che sono oggi i Sepultura, però, dopo alcuni lavori mediocri, mette a segno, con quest’ultimo disco, “Machine Messiah”, un punto a proprio favore. L’ultimo batterista, Eloy Casagrande, entrato in formazione nel 2011, è riuscito a creare un’intelaiatura ritmica notevole, sulla quale si innestano alla perfezione i riff distorti di Andreas Kisser, che danno sia la giusta intensità al disco e, contemporaneamente, contaminano le sonorità trash di base con diversi passaggi progressive metal. In questo lavoro anche le parti vocali di Derrick Green, in passato, spesso, sotto tono e prive della giusta dose di cattiveria, riescono ad ottenere un buon risultato.

La band americana-brasiliana non appare più appagata dal suo passato, è evidente che ha nuovamente fame ed è desiderosa di meravigliare il proprio pubblico. Il desiderio di riunirsi e riconnettersi con sé stessi, non è solo il semplice ritornello di “I Am The Enemy”, ma esprime il desiderio di ritrovarsi, di fare fronte comune, di mettere da parte litigi e divisioni e di costruire qualcosa di apprezzabile e significativo. A livello strettamente musicale, non ci sono particolari innovazioni, le tracce dell’album ruotano tutte attorno a ben conosciute sonorità trash e death metal, con continue e ripetute escursioni in ambito progressive metal, grazie anche all’utilizzo delle tastiere. Comunque tutto fa presagire che i prossimi live saranno infuocati, visto che tutti i brani sono veloci, ben strutturati ed arrabbiati, in un alternarsi studiato di parti vocali growl e parti più pulite. Canzoni come la già citata “I Am The Enemy”, “Silent Violence” e “Vandals Nest”, saranno sicuramente in grado di trasportare il pubblico durante i concerti.

Forse Kisser e soci sono riusciti a liberarsi del loro pesante fardello, sembrano aver, finalmente, intrapreso la propria strada in autonomia, riuscendo a riprogrammare i propri obbiettivi ed a riscrivere la propria legge.

Basterà a salvarli dal delirio collettivo di questo malvagio inganno che è lo show business?

By | 2017-08-01T19:40:31+00:00 gennaio 20th, 2017|MUSICA|0 Comments

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