COMBAT ROCK, The Clash

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COMBAT ROCK, The Clash

 

Dopo “Sandinista!” le tensioni nei Clash raggiungono il loro massimo e ciò ovviamente sospinge sempre più la band verso la fine. Le esibizioni live sono sempre eccezionali, ma senza alcuna tregua e sfiniscono i ragazzi. Topper Headon piomba com_11gravemente nella tossico-dipendenza da eroina, cosa che dopo le registrazioni di “Combat Rock”, lo porterà a non riuscire più a suonare dal vivo e costringerà Paul, Mick e Joe ad estrometterlo dalla band e sostituirlo con il primo batterista del gruppocom_03 Terry Chimes. Intanto Joe, contro la volontà di Mick, ha deciso di richiamare il primo manager Bernie Rhodes. Se ciò, da un lato porterà una maggiore attenzione all’aspetto economico e risolleverà la situazione finanziaria dei Clash (soprattutto grazie al successo commerciale di com_06Combat Rock e ai successivi epici live), d’altro canto causerà la definitiva rottura tra Joe e Mick. Quest’ultimo, infatti, sarà sempre più isolato ed alla fine Joe e Paul, istigati da Bernie, decideranno di estrometterlo dalla band. Il manager vedeva i Clash come un suo marchio, una sua creazione nella quale nessuno era assolutamente indispensabile, neppure Joe. A quei tempi l’accusa più frequente che veniva fatta a Joe era di non essere capace di avere un atteggiamento critico nei confronti di Bernie, ma dicom_08 essere soggiogato dal suo forte carattere e dalle sue strane idee. L’equilibrio dei primi anni era stato ottenuto grazie all’approccio più realista di Mick, ma fu ovvio, a posteriori, che senza Mick, il duo Bernie/Joe sarebbe stato capace di qualsiasi follia ed assurdità, anche registrare un album come “Cut The Crap”, disconosciuto poi dallo stesso Joe e motivo della sua definitiva rottura con Bernie. “Combat Rock” fu, quindi, l’ultimo vero disco dei Clash, con Mick e Topper ancora presenti ed oscilla com_01tra un approccio più rock ed uno che guarda, invece, alle sonorità dub, rap e dance dei primi anni ottanta, mescolandole a passaggi  letterari e cinematografici, tant’è vero che all’album collaborò il poeta Allen Ginsberg ed esso contiene un omaggio alla pellicola “Taxi Driver” di Scorsese e De Niro.

I Clash, forse senza rendersene esplicitamente conto, avevano compreso che ormai il giocattolo si stava rompendo e la fine era vicina. Fu tutto fatto velocemente (la stessa copertina, quella che ritrae i ragazzi sui binari, fu scattata a Bangkok, durante un loro estenuante tour in Estremo Oriente). La frase che accompagnò l’uscita del disco fu quasi una premonizione: “the future is unwitten”, il futuro non è scritto, può accadere qualsiasi cosa.

In perfetto stile Clash l’album è aperto da “Know Your Rights”, presentato come un pubblico annunciocom_04 con chitarra, in cui sono elencati gli unici tre diritti cha hanno i poveri ed i miserabili: non essere uccisi (a meno che l’omicidio non venga eseguito da un poliziotto o da un uomo di potere ed in tal caso non è assolutamente un reato); potersi procurare il denaro per nutrirsi (purché si sia disponibili ad essere umiliati, sospettati, puniti e forse riabilitati); poter parlare liberamente (ma non sarete così stupidi da provarci davvero?). Un brano amaro ed ironico allo stesso tempo, che vuol mostrare tutta l’arroganza e la pericolosità del potere; infatti, l’unica cosa possibile, se ti troverai dinanzi ad esso, è scacom_09ppare.

“Should I Stay Or Should I Go”, è uno dei brani più commerciali della band, il cui testo è molto semplice, quasi scontato, in base a ciò che farai, al fatto se mi amerai o meno, deciderò se restare o andarmene via; incom_05 molti, col senno di poi, hanno visto in queste frasi dei riferimenti alla situazione della band all’epoca ed al difficile rapporto di coesistenza tra Mick Jones ed il resto del gruppo. Altro brano di successo fu “Rock The Casbah”, con le sue tipiche influenze disco, una sorta di critica verso coloro che emulano lo stile di vita occidentale, amplificandone, così facendo, i peggiori difetti; purtroppo, a causa di eventi storici allora com_02impensabili, il brano ed il suo titolo divennero celebri tra i soldati Americani ai tempi delle guerre nel Golfo, ma ovviamente i Clash non diedero mai alla canzone della connotazioni razziali anti-arabe.

“Straight To Hell” potrebbe essere considerato il testamento sociale dei Clash. Un brano di denuncia che inizia col descrivere la situazione di profonda emarginazione in cui sono costretti a vivere gli immigrati in Inghilterra. C’è poi un richiamo ai bambini di bambù, abbandonati durante la guerra del Vietnam. “Red Angel Dragnet”, infine, sempre legata al tema delle ingiustizie, è dedicata alla morte di uno dei volontari disarmati che vigilavano su NY City, ucciso ingiustamente da un poliziotto. Chi ha sparato il colpo?

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By | 2017-08-01T19:39:59+00:00 gennaio 21st, 2017|THE CLASH|0 Comments

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