SPLIT, di M. Night Shyamalan

//SPLIT, di M. Night Shyamalan

SPLIT, di M. Night Shyamalan

 

Kevin ha avuto un’infanzia traumatica, scandita dalle quotidiane violenze materne. Il dolore e la sofferenza hanno plasmato diverse personalità nella sua mente. Alcune di esse sono calme e pacifiche, altre, invece, sono imprevedibili e pericolose. Convivono in lui ben ventitré persone differenti, caratterizzate anche da caratteristiche fisiche e capacità intellettive completamente diverse tra loro. Una di esse ha, ad esempio, il diabete, mentre le altre non sono affette da questa malattia. Kevin, in cura dalla dottoressa Karen Fletcher, sembra aver trovato un suo difficile e complesso equilibrio: una sola, delle sue svariate personalità, chiamata Barry, è quella dominante, quella che, di volta in volta, stabilisce a chi concedere la così detta “luce” e prendere il controllo del corpo di Kevin. La situazione, in pratica, è quella di una stanza, nella quale queste diverse persone sono sedute, al buio, l’una accanto all’altra, ciascuna sulla propria sedia ed una sola, quella che assume il controllo, viene illuminata da un fascio di luce. Queste entità sono in grado di interloquire ed interagire tra loro, di stringere alleanze, di essere amiche o nemiche, di confidarsi e nascondersi piccoli e grandi segreti.

Tra le varie personalità, però, solo due sono state bandite dalla luce, perché ritenute troppo pericolose e violente: si tratta di Dennis e Patricia, un uomo ed una donna. Dennis è una delle personalità più forti e più vecchie che vivono nella mente di Kevin, è venuta al mondo quando questi era solo un bambino indifeso, vessato dalla madre, che lo accusava di essere disordinato e di sporcarsi continuamente. Dennis, di conseguenza, nato per difendere Kevin da quelle folli angherie, è ossessionato dalla pulizia e non sopporta la vista del disordine e della sporcizia. Egli è freddo e meticoloso, distaccato, calcolatore ed ha un ricordo vivo del dolore fisico e mentale provato dal Kevin bambino. Non tutte le personalità esistenti, infatti, hanno provato le traumatiche esperienze vissute da Kevin durante la sua infanzia. Alcune di esse sono nate dopo quegli eventi e quindi non hanno assaporato quel dolore. Agli occhi di Dennis esse sono deboli e sottomesse, del tutto incapaci di prendersi cura di Kevin.

Ma il motivo principale, per il quale Dennis e Patricia sono stati banditi dalla luce, è la loro convinzione che in Kevin esista un’ultima, ventiquattresima personalità, un essere nuovo, una creatura di puro istinto ed intelligenza, resistente e determinata, forte e feroce, pura come lo è una belva selvaggia. Questa creatura non è del tutto umana, ne rappresenta una sorta di evoluzione ed è chiamata semplicemente “la bestia”.

Dove è nato il mito della bestia? In parte esso è stato ispirato dalle teorie della dottoressa Fletcher, secondo cui lo sviluppo di personalità multiple potrebbe rappresentare un mezzo per sfruttare a pieno tutte le enormi potenzialità, ancora sconosciute, del cervello umano. In parte, invece, esso è stato influenzato dal luogo in cui Kevin/Barry ha deciso di vivere, ovvero un’enorme struttura sotteranea utilizzata dal personale di manutenzione dello zoo, di cui lo stesso Barry è divenuto il responsabile. Che la bestia sia solo un mito è una convinzione comune sia alla dottoressa Fletcher, che a Barry ed a tutte le altre personalità ammesse alla luce. Solo Patricia e Dennis sostengono il contrario. Dennis è addirittura convinto di aver incontrato, in passato, nei meandri dell’inconscio turbato di Kevin, quell’essere di puro furore.

La bestia non sarebbe mai giunta in superfice,  se l’esistenza di Barry non fosse stata sconvolta da un episodio apparentemente banale. Due ragazze, Claire e Marcia, in gita allo zoo con i loro compagni di classe, lo avevano provocato e deriso e ciò aveva spinto la mente di Kevin a rivivere l’esperienza atroce dell’abuso. Quel dolore aveva fatto emergere la personalità di un bambino di nove anni, Hedwig, che, impaurito, aveva preso per sé il controllo della luce e lo aveva concesso a Dennis e Patricia, ritenuti gli unici in grado di proteggere un bambino impaurito ed indifeso.

L’intento di Dennis è quello di portare alla luce la bestia, ma perché ciò avvenga è necessario un vero e proprio rito di iniziazione, è necessario sacrificare delle esistenze effimere, delle persone che sanno cosa sia il vero dolore. È così che nasce l’idea di rapire Claire e Marcia. Assieme alle due amiche, ne viene, però, rapita anche una terza: Cassey, una loro compagna di classe, introversa e solitaria, che si rivela essere l’unica capace di comprendere le turbe mentali di Kevin e le sue dolorose esperienze infantili. Probabilmente perché anche Cassey nasconde un’infanzia di violenza, caratterizzata dagli abusi sessuali di uno zio orco. E Cassey, appunto, non è come le altre ragazze agli occhi della bestia, Cassey è migliore di loro, Cassey è in grado di salvarsi perché sa cos’è il vero dolore.  

Night Shyamalan, senza costose trovate tecnologiche, riesce nell’obbiettivo di mantenere alta la tensione e viva l’attenzione del pubblico sino alla fine della pellicola. Ci lascerà, alla fine, una Cassey determinata ad affrontare la sua personale belva, quello zio che, nel frattempo, dopo la morte del padre, è divenuto il suo tutore legale, mentre la bestia, la summa di tutte le personalità di Kevin, il superuomo teorizzato dalla dottoressa Fletcher, ha assunto il controllo definitivo della così detta “orda”, l’insieme delle svariate entità, molteplici e singolari che vivono nella mente dell’uomo ed ora è pronta ad affrontare il mondo.

By | 2017-08-01T19:38:11+00:00 gennaio 30th, 2017|VIDEO|0 Comments

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