NO RHYME NO REASON, Mother’s Cake

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NO RHYME NO REASON, Mother’s Cake

 

Un album grezzo ed energico quello della band austriaca dei Mother’s Cake, una piacevole sorpresa, nonchè una vera e propria escursione sonora che mescola sonorità progressive e psichedeliche con passaggi garage e noise, senza risultare né eccessivamente pesante, né troppo pomposa e complessa. Vigore, tenacia, rumore, imprevedibilità, hanno portato i critici ad avvicinare questo lavoro a quelle sonorità noise, acide ed inquietanti, così care ai Jane’s Addiction. Ma, in realtà, senza voler scomodare la band di Perry Farrell, che si muoveva in un contesto storico, artistico ed umano profondamente diverso da quello che vivono i tre ragazzi austriaci, non si può negare che i brani dei Mother’s Cake trasmettano anch’essi un certo tormento di fondo, a cui, però, fa da contraltare un approccio musicale più sperimentale, ricco di loop, echi, risonanze e suoni spaziali.

“No Rhyme No Reason” riesce ad essere un disco originale, nonostante le sue innumerevoli influenze musicali: rock blues, noise e rock psichedelico in primis. Comunque, vista l’attitudine alla sperimentazione della stessa band e vista la natura così eclettica di questo lavoro, è molto probabile che le esibizioni dal vivo non seguiranno una linea stabilita a priori, ma tenderanno a concedere ampio spazio alle improvvisazioni, alle contaminazioni, alle divagazioni sonore più disparate ed imprevedibili.

Il disco è aperto dal brano “No Rhyme Or Reason”, una canzone caratterizzata da synth e percussioni, sulle quali si innestano le intense e decise parti vocali del chitarrista / cantante Yves Krismer ed una serie di cori che danno al pezzo un buon appeal radiofonico. “H8” è uno dei brani migliori dell’album, un viaggio attraverso esperienze musicali differenti, che riesce nell’intento di mescolare i passaggi più sporchi e spigolosi del noise rock con la pulizia e la precisione del rock progressivo. Si potrebbero citare, di conseguenza, le influenze di varie band del più o meno recente passato, ma sarebbe uno spreco inutile di fiato ed energia, un’operazione legata troppo ai nostri gusti personali, in realtà i Mother’s Cake propongono il proprio sound, con originalità, senza perdersi dietro le banali definizioni del momento.

“Black Roses” e “Now Or Never” mostrano, con più intensità, l’anima spaziale del gruppo, mentre “The Sun” esalta le atmosfere più calde e sognanti del blues rock. Questo momentaneo ritorno al passato, alle origini del rock, si contrappone alle sonorità più dure, sprezzanti, rocciose ed attuali di “The Killer”. Il trittico finale, costituito dai brani “Enemy”, “Hide & Seek” e “Isolation”, va ascoltato tutto d’un fiato, esso rappresenta, in un certo senso, l’essenza stessa del disco, oscillando tra blues e psichedelia, atmosfere più energiche e più rarefatte, senza disdegnare la giusta dose di feedback e distorsioni.

 

By | 2017-08-01T19:36:14+00:00 febbraio 8th, 2017|MUSICA|0 Comments

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