SERVIZIO D’ORDINE, Spartiti

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SERVIZIO D’ORDINE, Spartiti

 

Ogni canzone del progetto Spartiti, ovvero il duo Max Collini / Jukka Reverberi, va assaggiata lentamente, bisogna entrare in ciascuna delle storie narrate da Max, fare tesoro di ogni parola, lasciandosi trasportare dalle trame sonore dipinte da Jukka, a volte con pennellate leggere, altre volte in maniera più ossessiva e tagliente.

Idealmente questo EP può essere suddiviso in due parti distinte. “Servizio d’Ordine” ed “Ida e Augusta” sono i due brani più sociali, con forti richiami politici. Il primo ricrea, anche musicalmente, le atmosfere cupe e pesanti degli anni di piombo. Andrea Bellini è stato il capo del servizio d’ordine del movimento antagonista del Casoretto, un quartiere periferico di Milano. L’antifascismo militante ed il comunismo, il sindacato ed il partito, la lotta di classe contro i padroni, assumono oggi un aspetto quasi epico, del tutto sconosciuto a chi si è formato nel nuovo millennio. Quel mondo che fu, con le sue ideologie ed i suoi conflitti sociali, viene dipinto come qualcosa di antico, superato, non adatto ai tempi moderni, controproducente per sé stessi e per la propria realizzazione futura. Difendere diritti comuni, oggi, appare uno sforzo inutile, vano e del tutto fuori contesto. La società moderna è stata costruita sul concetto della divisione, è frantumata, ognuno è concentrato sul suo piccolo giardino e crede di poter trarne dei vantaggi interagendo da solo con quelle sovrastrutture economiche, politiche, culturali, sociali che si erogano il diritto di governare il mondo. Di conseguenza siamo più deboli, più poveri, più egocentrici, più egoisti e veniamo facilmente fagocitati da questo meccanismo globale di potere e sfruttamento. Viviamo nell’illusione di possedere ciò di cui abbiamo bisogno e di doverlo difendere da chi ci appare diverso da noi, semplicemente perché proviene da un altro luogo della Terra o ha usi e costumi differenti. In realtà questa diversità non esiste, è solo il mezzo con il quale veniamo trasformati in puntelli del sistema. E così, invece, di protestare, manifestare il proprio disappunto, cercare di riconquistare ciò che è nostro di diritto – ad iniziare dalla dignità – restiamo in silenzio nelle nostre case, soli ed impauriti, convinti che solo l’attuale sistema possa garantirci un’esistenza decorosa. Siamo già morti? Oggi siamo noi quelli che sono bellissimi soprattutto da morti?

“Ida e Augusta” è un’amara riflessione sulle brutture della guerra, sulla inutile ferocia degli uomini, che dimenticano facilmente di quando sono stati figli o fratelli e sono pronti a trasformarsi in belve, in aguzzini spietati. Il contesto è quello della I guerra mondiale, ma il discorso è attuale, non c’è affatto bisogno di andare così indietro nel tempo, basta riflettere su quanto avviene oggi in varie parti del mondo – Siria, in primis. Queste spirali abominevoli di violenza potrebbero essere evitate se gli uomini avessero memoria di sé stessi, del proprio passato, dei propri errori.

La seconda parte dell’EP è costituita dai brani “Elena e i Nirvana” e “Borghesia”. Questo è il lato più dolce, quello nel quale Max racconta alcune sue esperienze personali, normali e straordinarie allo stesso tempo. Passaggi pieni di ironia, apparentemente crudi, ma in realtà pieni di umanità e desiderio di creare un rapporto empatico con ciascun ascoltatore, nei quali sono raccontati amori, tradimenti ed incredibili scoperte, a cavallo tra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta. I Nirvana, il grunge, l’obiezione di coscienza, la signora borghese col suo cagnolino, il tempo si è preso tutto, ma non bisogna farsi trasportare solo dalla malinconia, è necessario avere la forza, come fa Max, di parlarne apertamente, di evidenziare tutte le contraddizioni di quel mondo, che se togliamo tutte le cose superflue e ci soffermiamo solo su ciò che conta – il lavoro, la necessità di sentirsi amati ed integrati, la possibilità di poter realizzare i propri sogni – non è poi così diverso dal nostro.

Un’ultima considerazione sul brano conclusivo dell’EP, “Qualcosa Sulla Vita”, un atto d’amore per una grande band, i Massimo Volume. L’atto conclusivo, ma non definitivo, di un progetto coraggioso, probabilmente ritenuto ostico e pesante da assimilare in questi tempi così poco avvezzi a scrutare cosa c’è a fondo, oltre le semplici apparenze e verità precostituite, ma un chiaro e forte invito a riprendere le redini delle proprie esistenze.  

By | 2017-08-01T19:35:08+00:00 febbraio 11th, 2017|MUSICA|0 Comments

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