THE GRINDING WHEEL, Overkill

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THE GRINDING WHEEL, Overkill

 

Per gli amanti del trash metal gli Overkill sono una sorta di porto sicuro: poche divagazioni rispetto al tema principale, un sound che in questo nuovo album è aggressivo e tagliente, recuperando gran parte dello smalto perso in alcuni degli ultimi album in studio. Se alzate lo sguardo al cielo, vedrete che il teschio con le ali è tornato a volare alto. E pensare che è dal 1980 che questa band produce buoni ed a volta ottimi album trash metal. Se da un lato questo ha consentito loro di diventare uno dei riferimenti fondamentali per tutto il movimento e non ha mai fatto sì che i fan storcessero il naso per svolte più o meno hard-rock, dall’altro lato non ha mai permesso agli Overkill di ampliare i propri orizzonti, di sperimentare nuove strade musicali o di cercare di coinvolgere un pubblico che non fosse quello del trash e dello speed metal.

C’è da dire che, sin dagli inizi, le cui radici sono piantate nell’hardcore punk newyorkese, gli Overkill si sono sempre serviti, a volte in maniera più evidente, altre volte decisamente meno, di elementi e sonorità provenienti dall’epic, ma anche dal progressive metal, rimanendo, però, sempre assolutamente fedeli all’intelaiatura trash di base.

Il nuovo disco è un lavoro energico, che parte, appunto, con un brano potente e cattivo, “Mean Green Killing Machine”, un vero e proprio pugno nello stomaco che apre ai due pezzi successivi. “Goddamn Trouble” si caratterizza per il suo approccio più vicino all’hardcore ed alle origini punk della band, mentre il singolo “Our Finest Hour”, la nostra ora migliore, è un brano tecnicamente ben suonato, da cui si evince, nonostante il tempo passato, la sempre ottima verve di “Blitz” Ellsworth e soci. Il ritmo incalzante accompagna un testo moderno, le parole scorrono via veloci a descrivere un mondo nel quale la bestia è perennemente dietro l’angolo, pronta a spingerci inesorabilmente verso il baratro, a fare in modo che gli uomini si distruggano a vicenda. Ognuno di noi ha la necessità di ritrovare sé stesso, la voce della propria coscienza, è la comprensione il potere più forte, quello che può salvarci e farci vivere il nostro momento, la nostra ora migliore. Anche il brano seguente, “Shine On” è caratterizzato da un’ottima tecnica ed assieme alla precedente “Our Finest Hour” rappresenta il cuore pulsante e vivo del disco. L’atmosfera è ancora infuocata, le ritmiche ossessive, le chitarre sembrano lottare inesorabilmente tra loro, ma poi arriva, inatteso e toccante, un break acustico, vicino alle tematiche ed alle sfumature del progressive metal. Ma è solo un momento, che sarà seguito da un impeto di furore finale e ci condurrà dritti alla successiva sfuriata, “The Long Road”, un brano nel quale il trash degli Overkill omaggia atmosfere più epiche ed un sound caro agli Iron Maiden.

La seconda parte del disco si caratterizza per l’oscura e sferzante “Come Heavy”, un brano nel quale la ritmica è precisa e martellante, mentre l’atmosfera tutt’intorno si fa decisamente cupa, la luce del sole viene coperta da nubi minacciose ed il teschio dalle ali di pipistrello si libra furioso nell’aria. Un’atmosfera degna dei migliori Black Sabbath. “Red White And Blue” e “The Wheel” sono due classici brani degli Overkill, curati nei dettagli, veloci e tirati, che non lasciano respirare gli ascoltatori e sono un chiaro esempio di perché il trash metal può essere ancora considerato un genere musicale vivo e capace di far divertire i fan. Certo, è indubbio che questo disco, fino al conclusivo ed autocelebrativo inno trash, “The Grinding Wheel”, un vero e proprio omaggio alle origini del trash, non presenti in sé alcun elemento innovativo, sperimentale o in grado di mostrare le nuove strade sulle quali possa svilupparsi il sound della band, ma è indubbio che si tratti di un buon lavoro, capace di far fremere l’animo dei propri fan, intenso e combattivo, che mostra, nonostante gli anni trascorsi, un gruppo in piena forma e pronto a coinvolgere il pubblico dei propri spettacoli live.

By | 2017-08-01T19:34:44+00:00 febbraio 13th, 2017|MUSICA|0 Comments

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