LEGION, Realtà o Illusione? (I episodio, I stagione)

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LEGION, Realtà o Illusione? (I episodio, I stagione)

 

David Haller soffre di schizofrenia, ha tentato di suicidarsi ed è stato ricoverato in una struttura psichiatrica. Non riesce a stabilire cosa sia vero e cosa, invece, sia solamente il frutto della sua mente. I luoghi in cui vive, le persone con cui interagisce, i giorni stessi, spesso, non sono reali, ma si tratta semplicemente di illusioni. Non sono, però, solo alterazioni dei suoi ricordi e dei suoi stati d’animo, ma, in parte, rappresentano anche un nuovo modo di comunicare e condividere emozioni, come, appunto, viene mostrato in questo primo episodio (Realtà o Illusione?). David, infatti, non è semplicemente un matto, ma possiede eccezionali poteri telecinetici e telepatici, che, ovviamente, attirano l’interesse di un’agenzia governativa, la quale vorrebbe sfruttarli per le proprie finalità ed i propri interessi. Il ragazzo scopre di essere un mutante, un X-Men. Ma “Legion”, nonostante il legame con l’universo fantastico creato dalla Marvel, è una serie del tutto indipendente, sia dal punto di vista strettamente narrativo, sia da quello della caratterizzazione dei vari personaggi; di conseguenza è probabile che susciterà l’interesse di un pubblico più vasto, anche di chi non ama particolarmente i super-eroi.

Nell’istituto psichiatrico in cui è ricoverato, il giovane fa la conoscenza di un’altra paziente, Sydney “Syd” Barrett – un chiaro omaggio al fondatore dei Pink Floyd – che non vuole assolutamente essere toccata. I due si innamorano e quando Sydney è sul punto di lasciare l’ospedale, perché ritenuta in grado di potersela cavare nel mondo esterno, un bacio furtivo provoca lo scambio di corpi e di poteri tra i due ragazzi. Le conseguenze sono spaventose, Syd, incapace di controllare il potere di David, provoca la morte di un’altra paziente ed amica dello stesso David, Lenny, la quale, successivamente, continuerà a vivere nella mente del ragazzo.

Questi fatti fanno piombare David nei guai. Infatti, quando egli riprenderà possesso del proprio corpo si ritroverà ospite di una struttura governativa segreta interessata a carpire il segreto del suo potere ed a sfruttarlo a proprio vantaggio. Gli agenti del governo, allo stesso tempo, temono l’uomo, intuiscono ciò di cui potrebbe essere capace, per cui, se le cose non dovessero mettersi per il verso giusto, sono pronti ad ucciderlo. Grazie al suo potere telepatico David riesce a mettersi in contatto con Sydney e sarà proprio la ragazza a fornirgli una via di fuga ed a fagli conoscere Melanie Bird, una terapista alla guida di un gruppo il cui obbiettivo è difendere e proteggere i mutanti.

La serie offre diversi spunti di riflessione, innanzitutto le continue distorsioni di spazio e tempo ci spingono a dubitare di ogni avvenimento, camminiamo continuamente sul sottile confine tra reale ed immaginario, abbiamo perennemente il dubbio che ciò a cui assistiamo non sia accaduto veramente. Passato e futuro si mescolano continuamente e lo stesso David appare indifeso innanzi al suo grande potere, anzi il ragazzo, essendo  sempre stato trattato come un povero pazzo, si convince di essere tale, tende a colpevolizzarsi, a giustificarsi continuamente con i suoi interlocutori, vive la sua diversità non come un dono, ma come una colpa da scontare. La stessa Sydney potrebbe essere solo il frutto della sua mente disturbata, il desiderio di quella serenità che, in realtà, gli è sempre stata negata, nonchè il bisogno di sentirsi, almeno per una volta, amato ed accettato per quello che è.

In tal senso azzeccato è l’omaggio ai Pink Floyd, che, spesso, nella loro carriera si sono soffermati sul rapporto tra i noi, le così dette persone normali, e loro, i pazzi – “Us and Them”. Tutta la serie, in realtà, sembra omaggiare, con i suoi colori, lo stile ed i dialoghi, gli anni sessanta ed il movimento psichedelico, che, alla fine di quel decennio, raggiunse il suo apice creativo. Oltre al già citato Syd Barrett, esempio di genialità e pazzia agli occhi delle persone comuni, questo primo episodio omaggia anche i Rolling Stones (“She’s A Rainbow”), gli Who (“Happy Jack”), Serge Gainsbourg (“Pauvre Lola”) ed i Jane’s Addiction (“Up The Beach”). Se le premesse sono queste, anche dal punto di vista delle scelte e dei gusti musicali, “Legion”, la nuova serie TV ideata da Noah Havley, sarà sicuramente una serie innovativa ed interessante, in grado di riscrivere totalmente il mondo degli X-Men e riportare in auge i colori, i sapori ed i profumi del rock progressivo e psichedelico.  

By | 2017-08-01T19:33:56+00:00 febbraio 21st, 2017|VIDEO|0 Comments

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