SUSPIRIA di Dario Argento

//SUSPIRIA di Dario Argento

SUSPIRIA di Dario Argento

In occasione del recente quarantesimo anniversario dell’uscita nelle sale cinematografiche (per la prima volta, infatti, il film uscì nel Febbraio del 1977), “Suspiria”, la celebre pellicola di Dario Argento, è stata restaurata e presentata in versione 4K.

Siamo a Friburgo, in Germania, nel cuore della Foresta Nera, terra di antiche leggende, oscure e misteriose. Una giovane studentessa americana, Susy Benner, una ballerina desiderosa di perfezionare la propria tecnica, giunge nella apparentemente quieta cittadina tedesca per seguire i corsi della rinomata accademia di danza locale. Il tempo, all’arrivo di Susy, non è dei migliori: un violento temporale sembra quasi voler inghiottire la terra ed avvertirla dei pericoli celati nel passato della scuola. La prima visita della ragazza all’accademia non fa presagire nulla di buono. Susy incontra, nel pieno della bufera, un’altra studentessa, questa ragazza è impaurita e sconvolta e le urla, nella pioggia incessante, alcune parole, apparentemente prive di senso logico: “iris” e “segreto”; dopodiché scappa via, incurante del cattivo tempo. La protagonista resta turbata, cerca di farsi ricevere, ma non riesce ad entrare nell’accademia, perché qualcuno, al citofono, le dice di non sapere nulla del suo arrivo. Non le resta, quindi, che lasciar perdere e riprovarci il giorno successivo.

L’indomani, però, le cose si rivelano più gravi di quanto si poteva immaginare. Susy viene a sapere che quella strana ragazza, Pat, era stata cacciata dall’accademia e successivamente, la notte stessa del loro incontro, era stata brutalmente assassinata. Nell’accademia regna un’aria tesa e pesante, le ragazze sono nervose e gli insegnanti hanno un atteggiamento conflittuale e scostante, i loro modi sono irritanti, le loro parole sono sempre piene di veleno, astio e disprezzo nei confronti delle giovani ballerine. La danza dovrebbe trasmettere a tutti gioia, armonia e serenità, ma è evidente che in quel luogo, dietro le belle vetrate, sotto l’apparente eleganza, dimori qualcosa di pericoloso e malefico. Si tratta di un odio antico e vorace, desideroso di distruggere tutta quella grazia e quella bellezza e diventare così, ogni giorno, più forte e spietato.

Dopo una brevissima permanenza in città, Susy viene praticamente costretta, suo malgrado, a causa di uno strano ed inspiegabile mancamento, a dimorare in un alloggio all’interno dell’accademia. Stringe amicizia con un’altra ragazza, Sarah, un’amica di Pat. E come Pat, anche Sarah è ossessionata dal comportamento degli insegnanti e dagli strani rumori, lamenti e sussurri che sostiene di aver ascoltato nell’accademia. Suoni, che una volta uditi, non possono essere mai più dimenticati, perchè sono qualcosa di estraneo a questo mondo e di profondamente malefico. Sarah scompare misteriosamente nel nulla e Susy non credendo possibile che la ragazza se ne sia andata via di sua spontanea volontà, inizia ad indagare sul passato torbido dell’accademia. Viene a sapere che essa all’inizio non era affatto una scuola di danza, bensì la dimora di una potente e temuta strega proveniente dalla Grecia, una certa Helena Markos, grande esperta di magia nera.

Le streghe sono creature fatte di pura cattiveria, agiscono solo per il proprio tornaconto personale, accumulano potere, ricchezze, beni materiali ed aspirano all’eternità. Ma tutto ciò che bramano, ha un prezzo ed è il male che esse praticano e che, inesorabilmente, si trasforma in sofferenza, dolore ed alla fine morte per tutti coloro che cercano, in qualche modo, di ostacolare i loro piani oscuri oppure che, semplicemente, causano la loro rabbia o il loro risentimento.

Un esperto del settore, il professor Milius, rivela ad un’esterrefatta e quasi incredula Susy che la magia è sempre esistita, è quella cosa che ovunque, sempre e da tutti è creduta (quoddam ubique, quoddam semper, quoddam ab omnibus creditum est). Sconvolta da queste parole, la ragazza rivive i momenti del suo arrivo in città e l’incontro con la povera Pat. Riesce a comprende, finalmente, il senso che si nascondeva dietro a quelle sue apparentemente misteriose parole. Pat aveva trovato la strada per accedere alle stanze segrete dell’accademia, laddove i seguaci di Helena, e cioè tutti i professori ed il personale della scuola, si riunivano per praticare i loro antichi riti. La stessa Susy rivivrà questa terribile scoperta, ascolterà la sua sentenza di morte ed alla fine si scontererà con quella che Milius aveva definito la testa del serpente, ovvero la regina nera: Helena Markos. La strega, infatti, nonostante siano passati anni, è ancora viva ed intende ucciderla.

La pellicola di Dario Argento si caratterizza per la bellezza delle sue riprese e per l’intensità e la forza dei colori: soprattutto il blu, il rosso, il viola ed il verde. Affascinanti sono i contrasti e le contrapposizioni cromatiche. La stanza di Susy si colora di un verde acido ed innaturale, mentre nell’accademia sembra dominare una tinta accesa di rosso. Sembra quasi che qualcuno voglia intimorire la ragazza ed ammonirla a non lasciare la sua stanza, se non vuol rischiare di fare una brutta fine. Alla bellezza delle inquadrature ed alla potenza espressiva dei colori, va poi aggiunta la stupenda colonna sonora dei Goblin, maestri del progressive rock, con la loro semplice nenia infernale, capace di gelare il sangue nelle vene. L’accademia appare maestosa e terrificante allo stesso tempo, i suoi esterni di colore rosso vivo, le sue vetrate policromatiche, le sue geometrie bizzarre, creano un’atmosfera irreale e magica. Molto interessante è il contrasto tra l’innocenza delle studentesse (le quali più che delle giovani donne sembrano delle bambine, con i loro capricci, i loro insignificanti litigi, la loro leggerezza e l’incapacità a percepire il pericolo imminente) e la morbosa e ripugnante perfidia degli insegnanti e degli inservienti della scuola. Queste ballerine sono dipinte come dell creature ingenue ed indifese, appaiono come tante smarrite Alice, contrapposte a degli esseri brutali e sanguinari, schiavi della loro crudele regina. Una regina che vive nascosta nel cuore malato del suo regno. Il suo reame, però, non è, nonostante le futili apparenze, un paese delle meraviglie, ma che è un luogo marcio le cui fondamenta sono fatte di paura, sfruttamento, rabbia ed odio per tutto ciò che è aggraziato, puro, buono ed armonioso.

Link all’articolo sulla colonna sonora dei Goblin.

By | 2017-08-01T19:33:36+00:00 febbraio 22nd, 2017|VIDEO|0 Comments

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