GHOST FLEET di P.W. Singer e August Cole

//GHOST FLEET di P.W. Singer e August Cole

GHOST FLEET di P.W. Singer e August Cole

“Ghost Fleet” si colloca a metà strada tra un fanta-thriller ed un saggio sul probabile sviluppo della tecnologia bellica nell’imminente futuro. La visione degli anni a venire, da parte dei due autori americani, è piuttosto negativa e mostra la tendenza ad estremizzare situazioni, che sono già piuttosto allarmanti oggi: l’inquinamento globale, la modifica delle condizioni climatiche, le disparità esistenti tra i paesi poveri e quelli ricchi, la capacità degli speculatori finanziari di mettere in crisi e destabilizzare intere nazioni. Nel futuro sempre più scontri e tensioni nasconderanno, dietro le apparenze, il tentativo dei paesi più forti di controllare e sfruttare le materie prime del pianeta.

I due autori descrivono un equilibrio fragile e conflittuale: la Russia e la Cina, governate da regimi dispotici, sono più o meno apertamente in guerra tra loro, perché i Cinesi intendono fare proprie e sfruttare le risorse naturali della vasta area Siberiana. Una insaziabile ricerca di “spazio vitale” che fa pericolosamente pensare ai disastri del Novecento. Intanto tutto ciò fa credere – erroneamente e spavaldamente – agli analisti politici e agli strateghi militari Americani, che gli Stati Uniti possano, di conseguenza, considerarsi sufficiemente al sicuro, visto che Russi e Cinesi sono impegnati a scontrarsi tra loro.  

In Cina il partito comunista non esiste più, il controllo del paese è nelle mani del così detto Direttorato, un ente di governo costituito da militari nazionalisti e ricchi capitalisti, che, da anni, sta tramando e pianificando, nell’ombra, il più devastante attacco che gli Stati Uniti abbiano mai subito nella loro storia. Un attacco che parte da lontano, da centinaia di chilometri di distanza dalla superficie terrestre. È così che gli Americani perdono completamente il controllo dei propri satelliti e diventano praticamente ciechi. Nel frattempo, nello stretto di Malacca, approfittando di una ordinaria esercitazione navale sino-americana, i Cinesi distruggono completamente la flotta Americana del Pacifico e solo una piccola nave, la USS Coronado, sotto il comando del proprio comandate in seconda, un uomo che sta pensando di lasciare per sempre la marina e la vita militare, per potersi dedicare alla famiglia che sta perdendo, Mike Sullivan, riesce a mettersi in salvo. L’attacco Cinese è, infine, completato dall’occupazione delle Hawaii, che dà loro il controllo totale del Pacifico e delle risorse che hanno scoperto essere celate nella fossa delle Marianne.

Oltre alle vere e proprie azioni militari, l’attacco della Cina si svolge anche su altri due piani fondamentali e di eguale importanza. Innanzitutto è anche un attacco informatico: gli hacker Cinesi hanno il compito di mandare in crash il sistema delle comunicazioni Americano. Parallelamente, speculatori ed operatori finanziari debbono mettere finanziariamente in ginocchio il nemico, in modo da far piombare l’intera nazione nel caos, nel disordine e nella paura. I Cinesi non esitano neppure a danneggiare il canale di Panama, di cui hanno acquisito il controllo economico, pur di mettere ancor più in difficoltà gli Stati Uniti, tagliando loro la via di comunicazione più rapida e sicura tra i due grandi oceani.   

L’America, senza più la propria flotta del Pacifico, in crisi economica, paralizzata a livello informatico, subisce un altro grave colpo quando gli altri paesi dell’alleanza atlantica – fatta eccezione per gli amici storici come l’ormai decaduta Gran Bretagna o l’Australia – rifiutano di scendere in guerra in difesa dell’ex alleato. Non vogliono impegnarsi in una guerra che considerano già persa contro un nemico forte militarmente, economicamente e tecnologicamente, con il quale è meglio mettersi in affari. In questo scenario catastrofico per gli Americani, nel quale tutto sembra perduto, non resta loro che affidare le proprie speranze ed i propri desideri di rivalsa alla così detta “Ghost Fleet”, la flotta fantasma. Si tratta di navi vecchie o di semplici prototipi, mai entrati in produzione, per problemi tecnici o per la mancanza dei fondi necessari alla costruzione su vasta scala, che vengono ormai utilizzate soprattutto per i pezzi di ricambio. Gli Stati Uniti sono costretti, quindi, ad affidare il proprio destino a queste 500 navi fantasma, a qualche brillante intuizione scientifica ed al coraggio degli uomini e delle donne che scendono in battaglia.

Nonostante gli eccessivi tecnicismi, il libro si legge facilmente perché è suddiviso in tanti piccoli paragrafi che offrono la visione dei fatti di tutti i protagonisti, siano essi Americani, Russi o Cinesi. Ogni paragrafo è ambientato, di conseguenza, in luoghi estremamente lontani tra loro, nei quali le vicende del conflitto si intrecciano con le storie umane dei vari protagonisti.

Ed ecco, allora, il capitano Mike Sullivan al comando della nave fantasma Zumwalt, armata dei suoi cannoni a rotaia, lasciare per l’ennesima volta la sua famiglia e dirigersi verso il Pacifico. Un uomo che era sul punto di lasciar perdere tutto, si ritrova a comandare una nave da guerra in compagnia del vecchio padre (ex militare), con il quale ha sempre avuto un rapporto problematico e conflittuale. Ma Mike e la sua famiglia non sono gli unici e soli protagonisti, alle Hawaii la resistenza si è organizzata, sono disposti a tutto, anche a sacrificare sé stessi, i propri amici, persone innocenti, pur di dar filo da torcere all’invasore. Si fanno chiamare North Shore Mujaheddin, non hanno nulla, se non il proprio coraggio e la propria determinazione. Ma non sono i soli a volersi vendicare e riprendersi ciò che gli è stato portato brutalmente via, c’è anche una donna sola, Carrie, una donna con un passato traumatico, che aveva recentemente trovato una sua stabilità nell’amore, ma ogni certezza della sua fragile esistenza è finita nel momento in cui sono arrivati i marines Cinesi. Queste vicende umane, queste storie fatte di dolore e partenza, di frustrazione ed abbandono, storie che esprimono la necessità dell’uomo di vivere assieme ai propri cari e sentirsi amato, indipendentemente dalla razza, dal colore della pelle, dalle proprie credenze religiose, rendono più interessanti i fatti narrati, ma soprattutto donano al lettore un pizzico di speranza e fiducia nel prossimo, senza le quali, altrimenti, il mondo è davvero destinato a cadere negli orrori di una nuova guerra mondiale.

By | 2017-08-01T19:31:44+00:00 febbraio 25th, 2017|LIBRI|0 Comments

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