SPIRIT, Depeche Mode

//SPIRIT, Depeche Mode

SPIRIT, Depeche Mode

 

“Going Backwards”, e cioè “stiamo tornando indietro”, è il concetto ricorrente – nonché il titolo della prima canzone – su cui si basa idealmente l’album che segna il ritorno dei Depeche Mode sulle scene. È evidente, quindi, sin da subito, l’intento della band britannica di non dare in pasto alle masse il solito accattivante disco perennemente in bilico tra pop-rock ed elettronica e poco attento alle dinamiche sociali attuali, ma di lasciare qualcosa che risenta fortemente del pensiero politico di Dave, Andy e Martin.

Il primo brano è una aperta critica alla società moderna, la quale, dietro le sue apparenze innovative e tecnologiche, nasconde un profondo disgusto per il prossimo, per i contatti umani, per il dialogo e per il confronto senza pregiudizi. In tal senso, è ovvio che stiamo regredendo, stiamo procedendo all’indietro, verso le epoche più oscure della nostra storia, quelle dell’intolleranza e della violenza, quelle che hanno già provocato enormi danni e sofferenze nel remoto e nel recente passato. Nella stessa scia si colloca anche il brano successivo, carico di synth e di atmosfere tetre, “Where’s The Revolution?”, una domanda sarcastica che ha lo scopo di denunciare il silenzio dell’uomo moderno dinanzi alle ripetute e continue violazioni dei diritti umani fondamentali. Siamo sempre più preoccupati a salvaguardare quel poco che abbiamo, piuttosto che scendere nelle piazze ed urlare apertamente il nostro dissenso verso coloro che stanno rovinando ed avvelenando il nostro pianeta. Abbiamo paura della loro forza e delle loro molto probabili ripercussioni, preferiamo restare nell’ombra, a testa bassa, soli ed impauriti. Riteniamo che ciò sia più facile e sopportabile, ma se è davvero questa la strada che intendiamo percorrere, allora non potremo che andare incontro al mondo distopico, oscuro e pericoloso descritto nella cruda ballata rock “The Worst Crime”. Nelle successive “Scum” e “You Move”, invece, ritornano a predominare le sonorità più elettroniche ed artificiali dell’album. 

“Cover Me” è un pezzo sognante, a metà strada tra il rock psichedelico e le atmosfere ambient, in grado di evocare intense emozioni nell’ascoltatore, mentre “Poison Heart” ha il suo forte nel cuore pulsante: le parole sembrano cadere alla perfezione tra le note delle tastiere ed i ritmi della batteria. “So Much Love”, meno viscerale e meno profonda delle altre canzoni del disco, ne rappresenta, comunque, il lato più dance ed energico, quell’aspetto che farà sicuramente presa sulle radio più commerciali, nonostante si tratti di sonorità abbastanza note per chi conosce i Depeche Mode.

La forza di “Spirit” è nella sua coesione, non ci sono canzoni eccelse, non ci sono brani che emergono sugli altri, ma tutti i pezzi proposti hanno la loro importanza nel descrivere un mondo sempre più fosco e buio, lontanissimo dai colori e dalla spensieratezza a cui ci aveva abituato la band nel passato. È un album più amaro che seducente, tutto incentrato sul concetto esposto all’inizio: non ci stiamo più evolvendo, ma stiamo irrimediabilmente cadendo sempre più in una spirale auto-distruttiva, da cui sarà difficile uscirne senza subire gravi e dolorose perdite.

“Where’s the revolution? Come on people you’re letting me down”. Un invito chiaro ed esplicito – mai i Depeche Mode erano stati così socialmente aperti, impegnati e diretti nella loro lunga carriera artistica – che cerca di smuovere le coscienze, di esorcizzare il pessimismo di fondo: viviamo in un’epoca grigia, non ci sono più quei grandi ideali capaci di tenere unite e motivate le persone. Di conseguenza o queste stesse persone, anche attraverso all’arte in generale ed alla musica in particolare, comprendono quanto sia malsana e sterile la propria esistenza o non ci resterà che abituarci, sempre più velocemente, al mondo irrazionale e rabbioso descritto in “The Worst Crime”. La scelta non può essere che nostra, non può che venire dal basso, dalla gente comune, perché le élite politico-finanziarie che detengono il potere globale non hanno alcun interesse a migliorare le cose e risolvere i problemi. Il loro è un sistema rodato, un sistema che si nutre di odio e guerra, di paura e sfiducia verso il futuro, per cui vi è un solo modo per cambiare le cose: abbattere questo sistema e prendere finalmente il controllo delle proprie vite.

By | 2017-08-01T19:28:36+00:00 marzo 18th, 2017|MUSICA|0 Comments

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