QUATTRO QUARTETTI, Emidio Clementi e Corrado Nuccini

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QUATTRO QUARTETTI, Emidio Clementi e Corrado Nuccini

 

Emidio Clementi e Corrado Nuccini propongono in musica la loro personale rilettura dei “Quattro Quartetti” di Thomas Stearns Eliot. Il tema attorno al quale ruota il loro lavoro è quello della natura ciclica delle cose. Lo stesso Eliot aveva accettato il fatto che ogni quartetto poteva essere messo in relazione con le quattro stagioni, nonché con i quattro fondamentali elementi aristotelici: l’aria, la terra, l’acqua ed il fuoco. Le parole di Emidio, accompagnate dalle sonorità che tesse Corrado, cupe e viscerali, si sposano alla perfezione con la teoria dell’eterno ritornare, un ciclo nel quale ci trasformiamo continuamente per poi ritornare, dopo l’inevitabile fine, all’inizio. Il ciclo stesso delle stagioni, il ciclo di morte e rinascita della natura, assumono qui un ruolo salvifico e benefico: “in my beginning is my end / in my end is my beginning”.

Tutto attorno a noi e dentro di noi muta in continuazione ed il compito dell’uomo è quello di indagare, di conoscere e di viaggiare. Lo stesso nostro tempo non è solo qualcosa da quantificare e misurare, ma è indispensabile curare anche il suo aspetto qualitativo, il quale non ha nulla a che vedere con la sua durata, ma è legato soprattutto alle nostre azioni, al modo con cui lo utilizziamo. L’uomo è perennemente al centro di questo cammino, in perenne equilibrio tra “ciò che avrebbe potuto essere e ciò che è stato”, ma non può fare altro che vivere a pieno il proprio presente, accettare la realtà che lo circonda, non averne paura ed imparare finalmente ad acquistare la consapevolezza di ciò che sta avvenendo nell’istante stesso in cui sta avvenendo perché “solo attraverso il tempo si conquista il tempo”.

I versi recitati da Emidio si susseguono implacabili, uno dopo l’altro, con una naturale musicalità che, allo stesso tempo, esalta e si esalta nelle trame sonore di Corrado, le cui note riescono a riempire ogni più piccolo spazio vuoto. L’ascoltatore non ha scampo, se non quello di farsi trasportare nei luoghi remoti cantati da Eliot, nei meandri più celati ed oscuri della propria anima, nel buio fitto delle proprie paure esistenziali, laddove persino la speranza, l’amore o la stessa fede sembrano non avere possibilità di salvezza. Ma tutto ciò è solo frutto della limitatezza della mente umana, la quale non è in grado di accettare l’idea di doversi privare di ciò che crede di possedere. In realtà non siamo affatto destinati a perire eternamente nel buio, ogni cosa si trasformerà nel suo opposto e dal buio più fitto emergerà la luce più vivida ed intensa.

Da un punto di vista strettamente musicale i quattro quartetti spaziano in un ambito sonoro piuttosto vasto, passando, a seconda delle necessità e dei momenti, dall’ambient a passaggi più etnici e tribali, sempre arricchiti di elementi psichedelici, riverberi, echi, svariati suoni e voci preregistrate, tutta una serie di elementi elettronici ed artificiali che si contrappongono ed esaltano le parole pronunciate da Emidio Clementi. Quest’opera di musica e versi vuole liberare l’uomo moderno dalle proprie distrazioni materiali, dal caos che lo circonda quotidianamente, dal peso dei suoi ricordi e dall’ansia per ciò che deve ancora succedere, perché quando l’uomo si lascia prendere solo dagli aspetti materiali della propria vita, in realtà non vive, non è un viaggiatore, ma si limita semplicemente a consumare il tempo che gli è stato concesso, restando immobile ed impaurito sempre nello stesso posto. Ma non è questo il suo destino, non è questo il suo scopo, non è questo il modo con cui l’uomo può sentirsi parte dell’Universo.

By | 2017-08-01T19:26:36+00:00 aprile 1st, 2017|LIBRI, MUSICA|0 Comments

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