NEL CAOS DI STANZE STUPEFACENTI, Levante

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NEL CAOS DI STANZE STUPEFACENTI, Levante

  

La stessa Levante parlando del suo nuovo album, “Nel Caos Di Stanze Stupefacenti”, ha fatto riferimento ad una fase ben precisa della propria vita. Erano giorni disordinati nei quali l’artista siciliana non aveva ancora trovato la chiave che le permettesse di aprire quella porta che le impediva di compiere la scelta giusta. O magari quella chiave l’aveva avuta sempre con sé, ma le era sempre mancata la forza necessaria per compiere il passo decisivo.

Questa premessa, però, non deve farci convincere che questo sia un lavoro legato essenzialmente ai ricordi e quindi al passato. Non c’è spazio per la nostalgia e per la malinconia, il passato non appare migliore del presente, non c’è alcun timore nei confronti del futuro e di ciò che può avvenire. Il tempo passato, i ricordi, le vittorie e le sconfitte sono analizzati con la giusta consapevolezza. Ci troviamo, infatti, dinanzi ad un flusso continuo di emozioni e stati d’animo che da quella stanza caotica del passato, simbolo del nostro cuore e della nostra anima, giungono oggi sotto forma di canzoni, regalandoci un disco eterogeneo, libero di affrontare qualsiasi argomento con la giusta dose di leggerezza ed, allo stesso tempo, ironia, senza mai cadere in soluzioni scontate e banali.

Non si tratta, infatti, del solito disco di musica leggera italiana, fatto di pop sdolcinato e melodia. Nell’album c’è spazio per reminiscenze rap provenienti direttamente dagli anni novanta, filastrocche, rumore, brani più introspettivi, parole taglienti con le quali Levante non risparmia critiche alla società moderna ed alla sua tendenza a spingere le persone a rinunziare alla propria vita per nascondersi sui social network. La paura di rischiare e di mettere in gioco i propri sentimenti ci priva della nostra stessa umanità e senza umanità diventiamo dei semplici automi consumisti, sconvolti da tutto ciò che non riescono a calcolare e prevedere, incapaci di aprirsi al prossimo, perennemente nascosti dietro le frasi fatte, i like e le foto che troviamo su Facebook o Twitter.

Questa esistenza troppo ordinata, senza i colori, senza dolori e nemmeno gioie, crea soltanto dei mostri disumani, costretti a vivere giornate tutte identiche tra loro. Questa non è vita, ma è solo una prigione; ben vengano, allora, il caos ed il disordine cantati da Levante, perché sono loro a renderci vivi, ci permettono di crescere sbagliando, di fuggire da noi stessi e di ritrovarci alla fine davanti al fatidico specchio. Ecco che allora che il caos si trasforma in armonia, non bisogna avere paura di vivere situazioni di conflitto nelle quali il vecchio ed il nuovo lottano tra loro. Il punto fondamentale, il messaggio che sta alla base di questo lavoro e che riesce a correlare queste canzoni apparentemente distanti tra loro è, per dirla con Chuck Palahniuk, che le nostre vere scoperte vengono dal caos. Scoperte che possono essere esteriori, ma anche nascoste tra le pieghe del nostro cuore o dietro le nostre stesse lacrime, celate nella nostra intimità. È questa, in fondo, la chiave di cui ha parlato Levante nel presentare questo nuovo lavoro, la chiave che ci permetterà di affrontare il mondo senza più timore di rompere gli specchi.

By | 2017-08-01T19:20:29+00:00 aprile 14th, 2017|MUSICA|0 Comments

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