QUANTUM, Giancarlo Onorato

//QUANTUM, Giancarlo Onorato

QUANTUM, Giancarlo Onorato

  

“Quantum” è il nuovo lavoro di Giancarlo Onorato. È stato ampiamente scritto ed annunciato che il tema fondamentale, attorno al quale ruotano gli undici brani di questo album, è quello dell’incontro.

Una scelta atipica rispetto quella che è l’attuale tendenza della società moderna. Le persone, oggi, appaiono piuttosto diffidenti rispetto le relazioni personali e di conseguenza i possibili ed eventuali incontri. Esse preferiscono, invece, incontrare soprattutto sé stesse, chiudendosi nel proprio mondo asettico, sicuro ed ipertecnologico e creandosi una propria versione della verità, basata solo sulle proprie convinzioni e sulle proprie certezze. Il mettersi in gioco è percepito come un rischio inutile, qualcosa che non vale assolutamente la pena di correre. È troppa la paura di perdere e di dovere affrontare le conseguenze e le ferite provocate da un’eventuale sconfitta. L’uomo moderno si accontenta, quindi, di vivere un’esistenza solitaria in cui tutto è artificiale, filtrato, finto e superficiale.

Ciò che, invece, Giancarlo Onorato ha intenzione di mostrarci e farci ammirare con questi nuovi brani è la bellezza dell’incontro, rappresentato e descritto come l’atto attraverso il quale svariati elementi, con caratteristiche spesso profondamente diverse tra loro, a volte persino chiaramente contrastanti, riescono ad interagire, a confondersi, ad amalgamarsi, ad attrarsi e poi respingersi, dando vita a qualcosa di completamente nuovo, unico, interessante ed imprevedibile. Ciò è la base stessa della creazione e della vita, dal più piccolo organismo vivente fino alla complessità stupefacente dell’essere umano, per giungere infine ai pianeti, alle stelle ed alle intere galassie.

Questa pienezza e questa molteplicità sono sinteticamente espresse dal titolo scelto per l’album: “quantum” è la parola latina che significa “quantità”. Il discorso di Giancarlo Onorato è, quindi, molto ampio ed ingloba al suo interno diversi sentimenti e stati d’animo, non si tratta semplicemente soltanto d’amore, anche se l’amore ha il suo ruolo da protagonista. Soprattutto quello più intimo e combattuto, quello velato di disillusione e sofferenza, che Giancarlo non cita mai espressamente nei suoi testi e che sembra uscito direttamente dal mondo di Faber, in particolare dalla sua celebre “Giugno ‘73”. “Non so niente di te”, una frase molto semplice, quasi scontata, che racchiude in poche parole tutta la bellezza e la potenza dell’incontrarsi, del cercarsi, del saper fare tesoro di ciò che è sconosciuto ed ignoto, senza averne paura e soprattutto senza porsi alcun limite.  

La musica che accompagna questi vari incontri – a volte attesi e cercati, a volte del tutto inaspettati, a volte dolci e rassicuranti, altre volte spietati e brutali – è melodica e suadente, ma allo stesso tempo è pervasa da una certe dose di cupezza, d’inquietudine e di malinconia. Echi e risonanze più rock acuiscono le emozioni, soffriamo e gioiamo sempre più ad ogni ascolto. Le canzoni del disco riescono a rapirci e spingerci, allo stesso tempo, sia verso mondi lontani ed inesplorati in cui possiamo evadere dalla nostra realtà quotidiana, sia verso le profondità del nostro stesso spirito, i luoghi in cui celiamo i nostri sogni e le nostre ossessioni. Dietro il velo leggero dell’apparente paradiso-pop costruito da questi undici brani c’è l’abisso delle nostre fobie più irrazionali, ci sono le domande a cui non sappiamo e probabilmente non sapremo mai dare risposte, ci sono le ansie che appesantiscono le nostre esistenze, limitando la nostra felicità.

Una serie di emozioni negative a cui l’uomo, indipendentemente dal tempo che vive, indipendentemente dal progresso tecnologico, può rispondere in un unico modo: “incontrandosi”, cioè non rifiutando gli altri, non chiudendosi al mondo esterno, ma accettando le diversità come ricchezza, interagendo col prossimo e cercando continuamente di migliorarsi attraverso la conoscenza di sè stesso e degli altri.

By | 2017-08-01T19:19:35+00:00 maggio 8th, 2017|MUSICA|0 Comments

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