TAP TEMPO, NiCE

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TAP TEMPO, NiCE

 

Kronos è il tempo che scorre, semplice misura delle giornate che compongono le nostre vite. Kairos, invece, esprime la qualità del tempo che abbiamo a disposizione ed è intrinsecamente legato al rapporto che ogni singolo individuo riesce ad ottenere con gli altri e con il mondo circostante. Noi oggi attribuiamo un unico significato al tempo, che è quello quantitativo, piuttosto che quello qualitativo, il nostro scopo è riempirlo a tutti i costi di eventi, oggetti, scopi che, spesso, sono totalmente inutili e superflui.

La tensione tra queste due divinità del tempo, tra questi due modi contrastanti di affrontare la vita, è il concetto attorno al quale ruota il nuovo album della band lombarda. “Tap Tempo” è istinto puro, non segue calcoli astrusi, non utilizza formule complicate suggerite da altri, ma si basa sulla pratica e sulla sperimentazione, proprio come l’omonimo effetto che ci permette di impostare il tempo del nostro delay. Questo lavoro, registrato appositamente in presa diretta, senza inutili ridondanze, senza un’alienante sovrastrutturazione, esprime la necessità di vivere senza fretta e di non limitarsi, semplicemente, ad uccidere il proprio tempo, ma di imparare a farne tesoro.

Questo approccio diretto è stato seguito anche dal punto di vista musicale; la strada è quella più grezza e spigolosa, quella fatta di distorsioni, sfuriate rabbiose, ma anche di echi e rumori ipnotici ed ossessivi. I NiCE denudano e sgretolano ogni riferimento imposto dalla società post-industriale occidentale moderna. Cantano di emozioni vere: di un cuore che batte all’impazzata, di un uomo che si agita davanti ai suoi mostri e che impara a non averne più paura, cercando contemporaneamente di trovare la sua strada e fare le sue libere scelte nel caos frenetico che respira, sia dentro, che fuori di lui.

Le élite politiche e finanziarie dominanti hanno fatto sempre più del mondo un luogo torbido ed avverso, si sente ovunque un grande vuoto ed una profonda insoddisfazione.

“So quello che ho, ma non ho quello che so”, semplici parole per esprimere, appunto, quanto profonda è questa voragine che si apre nelle nostre anime, al cui cospetto tutto appare futile, banale e transitorio: il denaro, il potere, tutti quegli oggetti che ci affanniamo a voler possedere. Hanno imposto alle nostre stesse esistenze un tempo artificiale, un tempo che non ci appartiene e che non abbiamo mai scelto in modo consapevole. Da ciò nasce la necessità, espressa dal trio, di poter appropriarsi del proprio tempo, in modo tale da riempierlo a proprio piacimento, da condividerlo con i propri affetti, da utilizzarlo per qualcosa che vada aldilà della triplice legge produci/consuma/crepa resa celebre dai CCCP.  

Le sonorità dei NiCE sono viscerali, desiderose di scoprire e conoscere il mondo, guardano al punk, al noise, al rock più duro e dolente, sono desiderose di combattere l’ordine precostituito, anche se ciò dovesse significare soccombere sotto i colpi del despote di turno e del suo impero del male.

È questo il trionfo liberatorio della fragilità del nostro spirito in apnea sul subdolo tentativo di omologarci nel nome di un finto benessere e di una serenità fasulla che guardano solo a Kronos, ma mai a Kairos.

 

By | 2017-08-01T19:19:12+00:00 maggio 9th, 2017|MUSICA|0 Comments

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