TORNANO SEMPRE, Angela Baraldi

//TORNANO SEMPRE, Angela Baraldi

TORNANO SEMPRE, Angela Baraldi

    

George Reeves, morto suicida, fu il primo attore ad impersonare il personaggio di Superman al cinema. Il testo poetico di “Hollywood Babilonia” è ispirato proprio alla sua vicenda umana, anche in relazione a ciò che la sua fine ha causò nel pubblico, spesso troppo incline a dare giudizi affrettati e frutto delle sensazioni del momento: rassegnazione, pessimismo, delusione ed i classici luoghi comuni circa la sacralità della vita pronunciati dai soliti moralisti della domenica. L’approccio di Angela, invece, è del tutto diverso: c’è una grande attenzione e una profonda sensibilità, un vero e proprio interesse per la fragilità umana, che si riflette, in generale, in tutti i brani di questo album.

Un disco crudo ed inquieto dall’anima rock che riesce ad essere, allo stesso tempo, sia irriverente, grezzo e spigoloso, che delicato, meditativo e quasi sussurrato. Un perfetto equilibrio tra l’indole di Giorgio Canali e quello dell’artista bolognese. A un primo ascolto sembrerebbe un lavoro dedicato semplicemente ai perdenti, ma in realtà il fallimento che canta Angela va al di là della semplice sconfitta, esso rappresenta un vero e proprio stato esistenziale, caratterizzato dal fatto di non volersi omologare ed essere persino disposti a rinchiudersi nella propria fragilità, pur di non scendere a patti e fatali compromessi con il sistema. Un emblema è Josephine Baker, alla quale viene dedicata la canzone “Josephine” (che ha un incedere che ricorda, per certi versi, una canzone dei Jane’s Addiction) ritenuta erroneamente una perdente, mentre in realtà era una donna energica che ebbe il coraggio e la forza di aiutare diversi ebrei a scappare dalla Francia occupata dai nazisti.

Oggi quando sentiamo parlare di “resistenza” pensiamo ad una sorta di comportamento passivo, un atteggiamento volto a limitare il più possibile i danni e non farsi del male. Confondiamo, purtroppo, la resistenza con la resa e così non agiamo, chiudiamo gli occhi dinanzi alle ingiustizie, accettiamo qualsiasi sopruso venga commesso e ci uniformiamo facendo finta che sia del tutto normale che le cose vadano così. Ed allora accettiamo le guerre, le disparità sociali, i profughi, la perdita di diritti fondamentali, senza proferir parola. Angela non riesce ad indicare quale sia la soluzione del problema, ma non lo nasconde. Le sue parole sono il frutto diretto delle sue emozioni e dei suoi stati d’animo, la musica non fa altro che esaltarli e renderli in grado di toccare il cuore dei singoli ascoltatori.

“Tornano Sempre”, il brano che da il nome all’album, suona come un invito a ritornare ad apprezzare le cose apparentemente semplici della vita, senza le complesse sovrastrutture che ci vengono imposte dalla frenetica società moderna. È un ritorno alla purezza delle proprie origini senza doversi più preoccupare degli incroci bloccati o dei giorni finiti. Non è semplicemente una canzone malinconica sul tempo trascorso. Il passato è tale e non c’è alcun desiderio a tornare ai giorni andati, anzi l’obbiettivo è fare tesoro di ogni cosa che è accaduta per costruire un futuro che sia migliore, per sé e per gli altri, riuscendo a comprendere quali sono le cose per cui vale davvero la pena impegnarsi e lottare, senza farsi incatenare e limitare dal quello che potremmo definire il pensiero / potere dominante. Magari ci diranno che abbiamo fallito, che siamo dei perdenti, mentre, invece, perdente è solo la società, che come nel caso di Josephine Baker o di Federico Aldrovandi, a cui è dedicata la canzone “Tutti A Casa”, non è riuscita neppure ad accorgersi dell’esistenza di persone così fragili e sensibili, ma contemporaneamente così forti nel resistere attivamente ai soprusi ed alle brutture di coloro i quali ritenevano d’essere, a torto, nel giusto e quindi di dover agire a nome dell’intera collettività.

By | 2017-08-01T19:18:11+00:00 maggio 13th, 2017|MUSICA|0 Comments

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