THE LESS I KNOW THE BETTER, The Ghibertins

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THE LESS I KNOW THE BETTER, The Ghibertins

The Ghibertins è un trio folk-rock, a metà strada tra le ballad d’atmosfera dei Pearl Jam e le sonorità folk classiche degli anni sessanta, quelle che hanno raggiunto il loro apice creativo con artisti del calibro di Simon & Garfunkel, Joni Mitchell o Neil Young. La band milanese, però, riesce a mantenersi attuale ed a caricare di intensità le canzoni del nuovo album, “The Less I Know The Better”. Un disco che, siamo certi, riuscirà a dar vita ad un forte legame empatico con il pubblico; già dal primo video pubblicato, quello del brano “Breathe For Me”, si avverte il tentativo del gruppo di coinvolgere gli ascoltatori, di non indicare un’unica strada, ma di lasciarli liberi nel dare sfogo alle proprie più disparate interpretazioni.

Ciò non disperde le energie, anzi crea un rapporto davvero forte con le persone. La band riesce a trasmettere la propria sensibilità e le proprie emozioni senza essere invasiva; i toni angosciosi e malinconici, le tinte appena tratteggiate, le tonalità tenui, sono un invito ad abbattere quei muri che non ci consentono di interagire tra noi. Le nostre stesse paure, il timore di perdere ciò che abbiamo o di soffrire, ci fanno edificare delle barriere che non ci permettono di aprirci al prossimo, di amare in maniera disinteressata. Diventiamo, spesso, schiavi delle nostre stesse ansie ed in tal senso la domanda che si pongono e ci pongono i Ghibertins è davvero emblematica e significativa: tu respirerai per me?

Il titolo del disco, che in italiano potrebbe suonare più o meno come “meno so meglio è”, è una sorta di provocazione che ci lancia il trio Hofmann/Fogazzi/Rivabella perché l’intento di questo loro lavoro non è certo quello di invitare le persone a rifugiarsi nel silenzio e nella propria interiorità, rifiutando di interessarsi a ciò che avviene nel mondo esterno. Queste undici canzoni, nonostante la loro aria malinconica, il loro incedere sognante, le loro armonie di fondo, sono una spinta a mettersi in gioco, a prendersi le proprie responsabilità, a impadronirsi della propria esistenza perché questo è l’unico modo che abbiamo per combattere le attuali ingiustizie, per rendere il mondo un posto migliore.

Oggi c’è molta disillusione, le persone sono portate ad accontentarsi di quel poco che hanno, vivono nella continua paura di perdere tutto per cui fingono di non vedere ciò che gli accade attorno. Non fanno domande perché è meglio così. In questo senso, nonostante i grandi passi compiuti dalla tecnologia, quest’epoca è caratterizzata da un preoccupante regresso a livello di diritti umani e di diritti sociali. Come è stato spiegato da Noam Chomsky nel suo documentario “Requiem For The American Dream”, vi sono state epoche in cui si stava davvero male, ma c’era una grande speranza che le cose potessero cambiare. Da quella speranza nasceva la volontà di opporsi alle strategie di controllo operate dalla ristretta élite politico-economica che governava e ancora governa il mondo.

Tutto ciò ha portato, in America e poi nelle altre nazioni, alle lotte degli anni sessanta e settanta, ma oggi sembra essere tutto finito. Oggi quella speranza non c’è più, ce l’hanno portata via. “The Less I Know The Better”, da un lato, quindi, guarda a quegli anni di forte contrapposizione sociale, rifacendosi al medesimo stile musicale e condividendone le idee di fondo, ma dall’altro c’è l’attualità, ovvero la consapevolezza che oggi viviamo in un’altra epoca, abbiamo altri problemi, dobbiamo combattere altre battaglie e non possiamo assolutamente permetterci di vivere semplicemente nel ricordo di quelle passate. Tutto ciò dona a questo disco ed alle sue canzoni nuova linfa vitale, un’energia diversa, ma anche inquietudine e tensione emotiva, le quali contribuiscono a rendere questo album vivo, profondo e intimamente legato con i tempi e le dinamiche odierne.  

 

By | 2017-08-01T19:16:51+00:00 giugno 9th, 2017|MUSICA|0 Comments

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