ADD VIOLENCE EP, Nine Inch Nails

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ADD VIOLENCE EP, Nine Inch Nails

Trent Reznor ha sempre perseguito l’idea di realizzare un suono fluido, capace di inglobare qualsiasi emozione negativa nel suo spettro di riferimento. Uno spettro fatto essenzialmente da sonorità noise ed industrial, da tonalità grigie, da sprazzi di luce fulminei, d’ansia, d’angoscia, ma, allo stesso tempo, da una ferrea volontà di sperimentare continuamente, di non porsi alcun limite, né in termini di durezza, né in termini di potenza delle sue canzoni.

Trent ha oggi trovato in Atticus Ross, e parzialmente in passato nella figura ingombrante di David Bowie, ciò che potesse permettergli di stravolgere la sua musica e rivoltarla dal profondo, senza alcuna preclusione e nessun timore.

“Add Violence” è un EP crudo, aperto da un brano cattivo, “Less Than”, una canzone che Trent termina con due semplici ed inequivocabili parole; parole che rappresentano l’essenza stessa di questo lavoro: “welcome oblivion”, ovvero “benvenuto oblio”. In “Not Anymore”, invece, risuonano i suoi anatemi distruttivi: io so chi sono, io so cosa sto facendo per… Ma poi tutto termina con un urlo liberatorio e, allo stesso tempo, disarmante: “beh, non più”. Non sappiamo più nulla di noi; è colpa nostra? Oppure della nostra società, così incline all’oblio ed alla dimenticanza? Trent si concentra, quindi, sul tema della solitudine e dell’abbandono in “The Background World”, la canzone conclusiva dell’EP, per poi terminare il brano alla “Closer”, con rumore e distorsioni. 

Questo lavoro, fatta eccezione per la ballata “The Lovers”, più languida e pacifica, quasi rasserenante (anche se è difficile utilizzare questo termine quando si entra nel mondo Nine Inch Nails), continua, come il precedente EP (“Not The Actual Events”) a muoversi in uno spazio contiguo alle atmosfere delle colonne sonore, dando così maggiore libertà d’azione. Infatti sia Trent, che Atticus si muovono, a loro piaciemento, tra dub e trip-hop, metal e dance elettronica.

La stessa idea di pubblicare il nuovo materiale in tre momenti diversi, tramite tre distinti EP, è accattivante e dona al progetto una certa suspence. Quando anche il terzo EP verrà pubblicato, saremo in grado di fare un’analisi più completa e capire dove sta evolvendo oggi la creatura NiN. Per adesso possiamo affermare che ci muoviamo in una dimensione caratterizzata da suoni fortemente eterogenei e diversificati tra loro: il primo EP era sintonizzato essenzialmente su sonorità post-punk e faceva leva su una buona dose di luminosità, mentre questo secondo EP è più rude, più spigoloso, meno accessibile, vuole dare un’idea cattiva ed angosciante del mondo. Le tenebre hanno preso il sopravvento ed è giunta l’ora di combattere, se non si vuole perire; è un lavoro più sinuoso e sensuale, che guarda anche alla storia passata e che, probabilmente, sta preparando il terreno per lo scontro finale tra l’uomo e le sue recondite paure. Non ci resta, allora, che attendere il terzo ed ultimo EP.  

By | 2017-08-01T18:58:30+00:00 luglio 22nd, 2017|MUSICA|0 Comments

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