UNPEELED, Cage The Elephant

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UNPEELED, Cage The Elephant

“Unpeeled” è stato registrato dal vivo nel recente tour dei Cage On Elephant e si basa sul loro ultimo materiale, soprattutto sui brani degli album “Tell Me I’m Pretty” del 2015 e “Melophobia” del 2013, che vengono suonati in versione unplugged. Infatti il disco è stato registrato durante una serie di spettacoli acustici tenuti dalla band in America. Si tratta di 21 canzoni che, in alcuni casi, vengono proposte con un quartetto d’archi ed un suggestivo accompagnamento corale, il che dona al sound una forte intimità, trasparenza e delicatezza. Nell’album trovano spazio, inoltre, anche tre cover, si tratta di “Golden Brown” degli Stranglers, “Instant Crush” dei Daft Punk e la più classica “Whole Wide World” di Wreckless Eric.

L’approccio dei Cage The Elephant, nonostante sia ancora intensa e sentita la presenza delle loro sonorità blues, garage e rock di base, è stato esattamente opposto, rispetto a quello che viene, normalmente, perseguito da gran parte delle band indie-rock; piuttosto che aggiungere nuovi e diversi strati sonici, arricchendo, ma allo stesso tempo nascondendo l’idea originaria, la band americana ha eliminato tutto ciò che era superfluo per riportare queste canzoni alla loro iniziale vulnerabilità e freschezza. Questa nudità minimale le rende, per certi versi, di più facile presa; il pubblico può sentirle immediatamente propre. L’aspetto negativo è, però, l’eccessiva lunghezza del disco: 21 brani caratterizzati tutti da questa voglia di eliminare gli arrangiamenti più complessi, per creare un suono semplice, omogeneo e diretto, potrebbero, alla lunga, stancare e rendere il tutto troppo piatto e ripetitivo. Le intenzioni dei Cage The Elephant non sono, ovviamente, queste, ma questo è un rischio che l’album potrebbe correre, anche se bisogna ammettere che il fatto che si tratti di un disco suonato dal vivo riesce a trasmettere comunque una certa energia e vivacità agli ascoltatori.

Dopo quattro buoni album in studio, l’idea di pubblicare un album live, arricchendolo di cori, archi, nuove interpretazioni e destrutturando il proprio sound originale, è apprezzabile e denota, comunque, una tendenza da parte della band di mettersi in discussione e sperimentare nuove strade, incurante delle difficoltà e dei possibili errori. L’alternativa, infatti, sarebbe stata quella della solita raccolta di hits o del classico disco live. Il disco, inoltre, è pulito e ben registrato ed è stata, volutamente, ridotta al minimo la presenza sonora del pubblico presente ai concerti, in modo tale da far emergere le nuove e diverse scelte d’arrangiamento adottate dalla band, nonché la voce particolarmente evocativa del cantante Matthew Shultz e le atmosfere suadenti create in brani quali “Too Late To Say Goodbye” o “Cold Cold Cold”.

Questo album, in definitiva, potrebbe essere visto come la chiusura di un primo ciclo di vita, una interessante testimonianza sonora di ciò che la band è stata in grado di produrre finora, con lo sguardo rivolto sempre e comunque verso il futuro e le nuove strade musicali da percorrere; un futuro nel quale i Cage The Elephant potrebbero riservare parecchie sorprese.  

By | 2017-08-01T18:50:02+00:00 luglio 29th, 2017|MUSICA|0 Comments

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