BEGYNNELSER (MUSIC FROM AN IMAGINED PLAY), Motorpsycho

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BEGYNNELSER (MUSIC FROM AN IMAGINED PLAY), Motorpsycho

“Begynnelser” è un disco strumentale dei Motorpsycho, un viaggio musicale e sperimentale nato con lo scopo di accompagnare la performance teatrale della compagnia “De Utvakgte”, che, tra Settembre ed Ottobre del 2016, ha portato in scena al teatro di Trondheim uno spettacolo scritto dall’autore norvegese Carl Frode Tiller, dal titolo, appunto, “Beginnings”.

Il tema dello spettacolo è quello del ritorno agli inizi in modo da poter ricominciare da capo; “Beginnings” è un viaggio a ritroso nelle nostre esistenze: si parte dal momento della morte per risalire, faticosamente, a quello primordiale dell’inizio della vita. È un modo per analizzare il nostro passato, per comprendere le motivazioni delle nostre scelte, per mettere a nudo il modo con cui ci relazioniamo col futuro, con l’imponderabile, con ciò che non conosciamo. Il protagonista si ritrova a ritornare sui suoi stessi passi, a rivivere esperienze gioiose e dolorose, ad analizzare, in maniera critica, le sue decisioni. È un modo per ritrovare sé stessi, per rivalutare ciò che abbiamo perso e per renderci conto di quante delle cose che abbiamo insistito per portarci dietro si sono rilevate, in realtà, completamente inutili e spesso addirittura controproducenti.

I Motorpsycho hanno concepito questi brani per accompagnare gli attori sul palco; la musica, infatti, ha un ruolo importante nello show, ha il compito di porre l’accento su alcuni passaggi e di esaltarne tutta la drammaticità. La band norvegese si muove liberamente accostando sonorità jazz, a temi funky, esaltandosi quando può sperimentare e muoversi nell’ambito del rock sperimentale.

L’atmosfera dominante è quella della tristezza e della malinconia; le canzoni, quindi, sono crude e dirette in modo da sposare a pieno la drammaticità della trama narrata, il peso del tempo trascorso, la forza misteriosa del destino. Quando grandi artisti, indipendentemente dal loro campo d’azione, uniscono le loro forze verso un unico obiettivo, il risultato può essere eccezionale ed amplifica quello che poteva essere il potere evocativo della singola performance artistica; ci troviamo dinanzi a qualcosa che non è più teatro, non è più musica, non è più semplice rappresentazione visuale, ma va al di là di quelle che sono le normali barriere ed i normali limiti delle singoli arti.

Il protagonista della storia, Terje, va sempre più a fondo nella propria intimità, ogni evento rivissuto, ogni vecchia istantanea scovata nella sua mente, contribuisce a spezzare e mettere in discussione i suoi schemi razionali, le sue convinzioni, le sue fragilità umane. È una strada dolorosa e difficile da percorrere, ma è l’unica possibilità di risollevarsi dopo la caduta. La morte e la vita sono l’emblema del nostro fallimento e della capacità umana di iniziare da capo, rimettersi in gioco, dopo aver compreso i propri errori ed aver fatto tesoro degli sbagli passati. È l’unico modo che abbiamo per rendere migliori non solo le nostre esistenze, ma noi stessi, solo in questo modo potremo godere della compagnia dei nostri simili e soprattutto saremo in grado di donare affetto ed empatia a chi ci sta vicino. Che sia un giorno solo o tutta la vita non conta.

By | 2017-08-07T10:06:13+00:00 agosto 7th, 2017|MUSICA|0 Comments

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