ANIME SALVE LEGACY EDITION, Fabrizio De Andrè

//ANIME SALVE LEGACY EDITION, Fabrizio De Andrè

ANIME SALVE LEGACY EDITION, Fabrizio De Andrè

NB Abbiamo deciso di non accompagnare questo articolo con immagini, come facciamo di solito, perchè è un disco sulla solitudine per cui ognuno può associarlo ai propri ricordi, alle proprie speranze, alle immagini della propria anima.

“Anime Salve” è il canto del cigno di colui che è stato il più grande interprete della musica cantautoriale italiana: Fabrizio De André. Rappresenta sia il suo testamento spirituale, che musicale. La versione legacy contiene oltre i nove brani dell’album originale, pubblicato nel 1996, anche una versione live degli stessi brani registrata nel corso dell’ ”Anime Salve Tour”. Tour durante il quale all’artista genovese fu, purtroppo, diagnosticato il tumore che di lì a poco l’avrebbe strappato alla vita.

Il tema del disco è quello della solitudine, una condizione che lo stesso De André aveva provato nel corso della sua esistenza.

Per comprendere il senso di questo lavoro, basterebbe ascoltare la presentazione che lo stesso autore fa dell’ultima canzone del disco, “Smisurata Preghiera”. Si tratta di un’invocazione che Fabrizio fa ad un’entità superiore, affinché rivolga il suo sguardo verso le tante minoranze continuamente oppresse ed umiliate da coloro che hanno la pessima abitudine di contarsi, di godere con soddisfazione del loro numero e di utilizzare come pretesto l’esser parte della maggioranza per giustificare i soprusi, le prepotenze, le violenze commesse sui più deboli, su coloro che sono considerati estranei o diversi e che non hanno la forza e la possibilità di far ascoltare la propria voce e le proprie ragioni. Ecco perché questa preghiera è “smisurata”, perché è completamente fuori misura e probabilmente non ci sarà proprio nessuno, nessun dio, nessuna divinità, nessuna entità al di sopra degli uomini, in grado di ascoltarne le parole.

Da un punto di vista musicale “Anime Salve” è una miscela di sonorità provenienti da luoghi diversi e geograficamente distanti tra loro, un perfetto esempio di world music, impreziosito dai diversi tipi di percussioni utilizzati: dalla conga al woodblock. Essi danno vita ad una linea ritmica di base estremamente vivace e dinamica.

Nel disco si fondono in modo armonico lo spirito di Mauro Pagani, più vicino ai suoni mediterranei e balcanici e quello di Ivano Fossati che, invece, guarda soprattutto all’America Latina. Ciò è evidente sin dai primi due brani dell’album: si parte dal Brasile di Fernandinho (“Princesa”), la storia di una transessuale, abbandonata sin dall’infanzia al suo destino solitario, colpevolizzata dal fatto di non riuscirsi a sentire uomo, ma desiderosa di essere una donna. Si passa, successivamente, alle splendide sonorità balcaniche che emergono da “Khorakhané (A Forza Di Essere Vento)”, canzone dedicata al popolo Rom ed alle persecuzioni subite a causa della propria condizione di diversità nel corso della storia. Fabrizio cita esplicitamente le persecuzioni subite dalle etnie rom, nel corso della seconda guerra mondiale, nei paesi dell’Est Europa.

Nei primi due brani la solitudine di Fernandinho e quella dei Rom, perseguitati per le loro usanze e per il fatto d’essere una minoranza etnica, emergono come condizioni di vita estremamente dolorose e sofferenti, mentre, invece, la terza canzone, la title-track “Anime Salve”, presenta la solitudine come una condizione di vita liberatoria. Il fatto di saper vivere soli, di aver scelto questa strada, apparentemente complicata, ci concede la possibilità di impadronirci totalmente della nostra stessa esistenza e di essere così davvero liberi.

“Dolcenera” è una canzone di solitudine ed amore; gli innamorati, spesso, soprattutto se non corrisposti, tendono a costruirsi e rifugiarsi in una dimensione tutta loro. Un luogo protetto, perfettamente schermato dal mondo esterno, nel quale non penetra nulla. Il bene ed il male ne restano fuori, impossibilitati ad entrarvi. L’innamorato è solo ed è schiavo della sua stessa paranoia e dei suoi sentimenti, incapace di ricreare un legame empatico con i propri simili.

L’amore compare anche nel brano “A Cumba”, ma si tratta, questa volta, di un amore consumato e poi disilluso. La colomba che aveva lasciato il suo nido familiare per costruire una propria vita ed una propria nuova famiglia, si ritrova, ben presto, abbandonata dal marito che non le dedica più le attenzioni d’un tempo. È la solitudine di chi aveva investito tutto sé stesso nell’amore e nella passione e restarne poi imprigionato. La colomba, infatti, non è più al centro della vita del suo compagno, ma si trascina lungo una via di solitudine e trascuratezza.

Legato all’amore è anche il brano successivo, “Ho Visto Nina Volare”. È un brano autobiografico nel quale Fabrizio trae spunto dal suo primo amore per parlare della condizione di solitudine di coloro che sono consumati dal rimorso. Il ragazzo è conscio di disobbedire al proprio genitore, sa che ciò potrebbe costargli caro, sente il rimorso divoragli l’anima, ma comprende che questo atto di ribellione è l’unica strada che gli consentirà di riprendersi il controllo della propria vita.

Brasile, paesi dell’ex Yugoslavia, Genova, la Sardegna. Luoghi diversi, attraversati, musicalmente, con lo spirito del viaggiatore che aspira a ritrovare la sua libertà ed abbattere i confini e le limitazioni che gli hanno sempre impedito di vivere a pieno le proprie giornate.

Allo stesso tempo, però, De André ci fa toccare con mano le difficoltà di questo viaggio; ogni scelta fatta nel nome della libertà ha, al suo interno, un prezzo da pagare, contiene qualcosa a cui dover irrimediabilmente rinunciare per sempre. È questa la condizione di coloro che scelgono di non far parte di nessuna maggioranza e di non volersi uniformare ed omologare alle scelte della massa, ma che preferiscono procedere, anche se soli, in direzione ostinata e contraria.

“Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria

col suo marchio speciale di speciale disperazione

e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi

per consegnare alla morte una goccia di splendore

di umanità di verità.”

By | 2017-09-22T15:16:50+00:00 settembre 22nd, 2017|MUSICA|0 Comments

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