HEAVEN UPSIDE DOWN, Marilyn Manson

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HEAVEN UPSIDE DOWN, Marilyn Manson

È da una ventina d’anni almeno che il politically correct ed il finto moralismo di facciata della società occidentale utilizzano la figura di Marilyn Manson come un ottimo capro espiatorio per addossare a qualcun altro le proprie responsabilità. Non è l’artista americano ad abbracciare la strada del male e del nichilismo più assoluto, bensì sono i nostri comportamenti quotidiani, la nostra cieca brama di possesso, la nostra supponenza culturale a stringere il fatidico patto con il demonio. Marilyn Manson non fa altro che offrire la propria rappresentazione della realtà, egli è un pittore che non fa altro che mettere su tela i nostri stessi mostri, i nostri sensi di colpa, i nostri silenzi e le nostre omissioni.

Questo nuovo album, il decimo, “Heaven Upside Down”, suona un po’ come un ritorno alle origini, ai tempi antecedenti a “Mechanical Animals”. Un robusto e massiccio hard rock che si fonde con ritmi e sonorità industriali, facendo leva su potenti riff di chitarra, grida liberatorie e un utilizzo intelligente dei cori e dei ritornelli. Le parole sono, al solito, dure e graffianti, sfide aperte alla religione cristiana, ai suoi dogmi ed ai suoi assiomi. “Tu dici Dio, io dico Satana” canta il reverendo; una frase che sicuramente farà sbalordire i tanti perbenisti bigotti di cui è piena l’America (e l’Italia), ma in realtà si tratta di una buona frase ad effetto per pubblicizzare un b-movie horror degli anni ottanta o una festa di Halloween nel giardino di casa; siamo lontani anni luce dalla diabolica perfidia del sistema bancario o del fondo monetario internazionale. Si tratta di una grande presa per il culo, come al solito, dell’artista americano nei confronti dei modelli precostituiti che l’elite politico-economica che governa questa società globale ama imporre si suoi sudditi, le tante pecore pronte a scandalizzarsi dinanzi a brani come “SAY10” o “JE$U$ CRI$I$”, ma non dinanzi alle tante guerre che sconvolgono il pianeta, agli eccidi compiuti nel nome di Dio o della celebre democrazia d’esportazione oppure al comportamento insensato dell’essere umano nei confronti dell’ambiente.

Musicalmente Marilyn Manson si muove nei soliti territori: metal e suoni industriali su atmosfere gotiche e post-apocalittiche, preferendo di volta in volta esaltare lo spirito hard-rock dei suoi brani o quello più rumoroso ed industriale. Un buon album, la cui pecca più grande potrebbe risiedere nella ripetitività di suoni e tematiche. Un album che sicuramente piacerà ai fan della prima ora. Inoltre il disco ha anche un lato più fantastico, in quanto è stato registrato mentre il chitarrista/produttore Tyler Bates stava lavorando anche alla colonna sonora della terza stagione della serie TV “Salem” (in cui tra l’altro recita anche Marilyn Manson) per cui molti degli elementi fantasy, delle storie di streghe e di magia nera che caratterizzano gli episodi della serie, sembrano essersi trasferiti in questo decimo disco di Brian Warner alias Marilyn Manson, un uomo ed un artista.   

By | 2017-10-14T11:57:06+00:00 ottobre 14th, 2017|MUSICA|0 Comments

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