TH1RTEEN R3ASONS WHY, di Brian Yorkey

//TH1RTEEN R3ASONS WHY, di Brian Yorkey

TH1RTEEN R3ASONS WHY, di Brian Yorkey

“Th1rteen R3easons Why” può apparire in alcuni passaggi una serie TV eccessivamente lenta, nella quale alcuni eventi hanno l’unico scopo di rendere la storia più lunga ed aumentare il tasso di mistery, rendendo così la trama più appetibile dal punto di vista degli spettatori, ma meno realista. Ci riferiamo ad esempio alla scelta del protagonista Clay di non ascoltare le 13 musicassette di fila, ma di prendersi pause abbastanza lunghe. Questa scelta che non è presente nel libro di Jay Asher da cui è tratta la serie, ma permette agli autori di dilatare i tempi, presentare i vari personaggi in modo che il pubblico abbia il tempo per assimilarne le caratteristiche, ma ovviamente rende Clay inizialmente cieco, frustrato e disorientato rispetto alla situazione che sta vivendo.

“Th1rteen R3easons Why” ha comunque il grande pregio di trattare problematiche assolutamente reali, affrontare argomenti come il suicidio, le violenze sessuali, il bullismo tra adolescenti è difficile, ma importante. Non si può fingere che tutto ciò non esista. Il tocco vintage delle audiocassette in un mondo dominato dal digitale è azzeccatissima. Oggi è possibile distruggere facilmente l’esistenza e la reputazione di una persona, soprattutto se stiamo parlando d’un adolescente particolarmente sensibile e fragile. Basta una foto sbagliata su un social network, un commento cattivo, un video rubato alla propria intimità e condiviso su youtube ed il danno è fatto. Le conseguenze possono essere inimmaginabili, possono dare inizio ad una serie di eventi a spirale in grado di condurre ragazzi indifesi a scelte estreme.

Queste 13 musicassette hanno un corpo, non sono asettiche come un file mp3 e scavano, ognuna in maniera diversa, nella vita di Hannah, nelle sue paure, nelle sue insicurezze, nella sua ingenuità, nel suo bisogno d’essere amata ed accudita. Purtroppo, però può succedere che il ragazzo più grande di cui si è infatuate o l’amica che raccoglie le confidenze più intime, si trasformino nel mostro capace di distruggere una giovane vita. Se a tutto ciò aggiungiamo l’indifferenza che domina la società occidentale, il bisogno di apparire sempre felici e vincenti, il pessimo vizio di schierarsi e dare giudizi senza conoscere a fondo le varie situazioni ed infine il potere amplificatore della rete, può accadere davvero tutto. Anche che una ragazza di 17 anni possa decidere di tagliarsi le vene nel bagno di casa, rifiutandosi di continuare a vivere un’esistenza nella quale si sente presa di mira, trasformata in un capro espiatorio, derisa ed abbandonata a sé stessa.    

Alcune delle canzoni scelte per accompagnare gli episodi esprimono con profondità, nonostante non siano nate nell’epoca digitale che stiamo vivendo, l’impotenza ed il malessere che nascono quando dinanzi a noi troviamo solo indifferenza, ipocrisia e superficialità. “Love Will Tears Us Apart” dei Joy Division su tutte, ma anche i Cure di “Fascination Street” o la cover di “Only You” degli Yazoo, piccola perla new wave degli anni ottanta riproposta da Selena Gomez.

By | 2017-10-22T09:05:32+00:00 ottobre 22nd, 2017|VIDEO|0 Comments

About the Author:

Leave A Comment