BRAIN TELEPHONE, Frankie And The Witch Fingers

//BRAIN TELEPHONE, Frankie And The Witch Fingers

BRAIN TELEPHONE, Frankie And The Witch Fingers

La band americana pubblica questo suo quarto album dopo essersi trasferita dall’Indiana alla caotica Los Angeles, ma le sonorità restano ancora le stesse e sono sempre fortemente influenzate dalle atmosfere elettriche degli anni sessanta. Rock and roll attualizzato ai tempi moderni che pone al centro del proprio discorso, in questo nuovo lavoro, il cervello umano, responsabile di tutte le nostre interazioni, sia in entrata, che in uscita, con il mondo esterno. Ecco perché il cervello viene raffigurato come un diabolico telefono che ci permette di comunicare con gli altri e che, allo stesso tempo, ci consente di ascoltare cos’hanno gli altri da dirci.

Il suono è corposo e pieno di chitarre allucinanti e taglienti che vestono il disco della acida psichedelia sixty, ma che, contemporaneamente, cercano di riprodurre il ritmo caotico e forsennato del nostro tempo, troppo carico, a volte, di ansie e timori ingiustificati o indotti da coloro che detengono il potere economico e politico, col solo scopo di renderci più deboli e quindi più controllabili. Il tutto si conclude con una cavalcata progressive finale: la suggestiva “Let Love Be Love”.

La musica di Brain Telephone è ricca di colori, di sfumature e di dissonanze. Se le prime evocano l’atmosfera di uno sfavillante party bordo piscina sotto il sole caldo della California, le seconde gettano ombre inquietanti sulla festa. Richiamano, dal ventre malato della città, creature malvagie, il cui unico obbiettivo è quello di rovinare il nostro mondo fragile e precario, di prendersi i nostri sogni e spingerci, di conseguenza, verso la pazzia. Nonostante il gusto per ciò che è vintage, nonostante i continui rimandi al rock psichedelico dei 13th Floor Elevators, dei Jefferson Airplane e dei Doors, “Brain Telephone”, grazie alle tematiche affrontate, è un disco vivo ed attuale. Non ci sono solo spensieratezza ed avventure fantastiche, ma la nostra esistenza è torbida e perennemente sotto attacco. È più semplice, per le classi dominanti, garantirsi il

 potere e quindi la ricchezza se siamo più soli, più egoisti, più diffidenti gli uni dagli altri. In tal senso la musica di Frankie and The Witch Fingers richiama un’epoca nella quale, nonostante le difficoltà e le battaglie civili in corso, tutto appariva più luminoso perché era maggiore la fiducia delle persone, sia nei propri simili, che nei confronti del futuro. Oggi questa fiducia è scomparsa: abbiamo paura del nostro prossimo, soprattutto se ha usi e costumi diversi dai nostri, ed abbiamo ancor più paura del futuro e di tutto quello che non riusciamo a controllare. Brain Telephone è un invito a non preoccuparsi e non prendersi troppo sul serio; ciò che ci salverà è la capacità di interagire con gli altri, di comunicare e condividere esperienze ed emozioni. E la musica può essere, sicuramente, uno dei mezzi con cui raggiungere questo scopo.

By | 2017-11-16T14:49:22+00:00 novembre 16th, 2017|MUSICA|0 Comments

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