IGNITION, Scream Of The Butterfly

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IGNITION, Scream Of The Butterfly

“Ignition” è il disco d’esordio della band berlinese degli Scream Of The Butterfly; un disco che mescola le distorsioni e la ruvidezza del grunge con le sonorità più classiche e robuste del rock degli anni settanta, utilizzando, tra l’altro, un organo hammond, che contribuisce a dare alle canzoni proposte un fascino decisamente vintage.

Il gruppo, infatti, ha utilizzato vecchi strumenti, amplificatori valvolari e tape machines, durante le registrazioni dell’album. Il  tutto, successivamente, è stato trasferito in formato digitale, in maniera tale da poter editare e mixare i vari brani. Ciò ha fatto emergere la capacità di questa band tedesca di fondere stili musicali molto diversi tra loro, nonché lontani nel tempo, andando, in pratica, a coprire un intervallo che partisse dagli anni ’70 fino a giungere ai giorni nostri.

Un processo ibrido, divertente e liberatorio nel quale coesistono essenze e profumi che è strano ed interessante vedere assieme: dai Led Zeppelin ai Queens Of Stone Age, con parecchie intromissioni nel mondo del grunge ed in quello dello stoner rock. Il risultato è un suono impreziosito da diverse sfaccettature: ha un lato luminoso ed estroso, tipico di una città internazionale e d’avanguardia come Berlino, ma è contemporaneamente anche personale, oscuro ed intimista. Lo stesso nome scelto per la band fa, infatti, fa riferimento ad una famosa canzone dei Doors, “When The Music’s Over”, nella quale Jim Morrison cita, appunto, l’urlo della farfalla come ultima esperienza prima di perdersi nel mondo del sogno.

E così vecchio e nuovo si combinano e si rincorrono continuamente, dando vita ad un energico disco “da viaggio”, denso di massicci riff di chitarra e chiuso da una classica ballad rock: “I Can’t Go Back”, nella quale gli Scream Of The Butterfly riescono a combinare le atmosfere eteree e suggestive del rock più acido e psichedelico con l’intensità e la potenza dello stoner rock. A differenza delle altre canzoni presenti nell’album, i cui testi esprimono soprattutto bisogni ed emozioni immediate e concrete, il brano di chiusura del disco tenta di scavare maggiormente in profondità, di guardare a ciò che solitamente manteniamo nascosto o perché ci fa paura o perché, semplicemente, ce ne scordiamo poiché troppo presi dalla nostra quotidianità e dai nostri problemi materiali.

By | 2017-12-06T07:24:30+00:00 dicembre 6th, 2017|MUSICA|0 Comments

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