SLOW WANDER, Red Mountains

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SLOW WANDER, Red Mountains

Trondheim è una città a nord di Oslo, in Norvegia, stretta tra le montagne ed il mare, ai confini del mondo. Uno scenario suggestivo, estremo e selvaggio da cui emergono le sonorità intense e potenti, nonché le divagazioni intime e psichedeliche, dei Red Mountains e del loro nuovo album: “Slow Wander”.

La band norvegese riesce a creare atmosfere diverse: passa dai dieci minuti del blues psichedelico di “Endless Ocean”, ai tagli oscuri di “Rat King” o alle linee più melodiche e sognanti di “Oak”. Il disco è aperto da un brano, “Home”, che crea la trama sonora che caratterizzerà l’album fino alla fine. I Red Mountains, infatti, sono riusciti a dare vita ad un proprio sound ibrido ed originale, perennemente in bilico tra lo stoner metal, il progressive rock e delle architetture di chiara origine pinkfloydiana.

“Slow Wander” riesce a dare vita ad atmosfere oniriche e rilassanti, ma allo stesso tempo anche agghiaccianti ed inquiete: le frequenti esplosioni di brutale potenza ed i riff aggressivi ed incisivi contribuiscono a rendere il suono non prevedibile, mai monotono ed in perenne evoluzione: ogni nuovo brano introduce elementi differenti rispetto al brano precedente, pur rimanendo saldamente legato ad esso. Ciò dà vita ad un disco, allo stesso tempo, compatto, ma non appiattito sui medesimi suoni.  Mentre il Sole diventa sempre più pallido, lontano e debole ed il buio si appresta ad avvolgere completamente la Terra, parecchi passaggi ricordano l’acidità e la determinazione dei Black Sabbath, risucchiando qualsiasi cosa ostacoli il loro cammino.

Se la prima parte dell’album è soprattutto un miscuglio di stoner e psichedelia, la seconda parte del disco, da “Fog” a “Returning” è meno rilassata, più pesante e cattiva e guarda più all’heavy metal acido dei Black Sabbath, che alle strutture ed alle dinamiche lente e lisergiche del progressive rock. I Red Mountains, con questo loro secondo disco, offrono ai propri ascoltatori un viaggio straordinario nelle terre selvagge, poste ai confini del mondo, laddove la natura sa essere incantevole, ma anche estremamente micidiale e brutale. La bellezza è ovunque attorno a noi, ma non dobbiamo mai scordare che siamo creature fragili che si muovono in un mondo imprevedibile e pericoloso.

By | 2017-12-09T12:10:52+00:00 dicembre 9th, 2017|MUSICA|0 Comments

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