THE FELLOW TRAVELLER, The Frozen Autumn

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THE FELLOW TRAVELLER, The Frozen Autumn

Il duo italiano dei The Frozen Autumn da vita al suo nuovo sesto album, “The Fellow Traveller”, nel quale ci sono sia brani completamente nuovi, che versioni alternative di canzoni presenti sul loro precedente EP, “Lie In Wait”.

Dal punto di vista strettamente musicale The Frozen Autumn si muovono in quel territorio posto tra l’elettronica ed una new wave dalle forti e marcate influenze dark. Rispetto ai lavori precedenti qui trovano più spazio elementi synth-pop che donano una certa melodia e ballabilità al disco, nonostante Diego Merletto e Froxeanne continuino imperterriti a creare un suono nostalgico e malinconico, decisamente adatto alle giornate invernali, ai cieli bassi e grigi che sembrano volerti rubare il respiro, alle periferie delle nostre metropoli post-industriali, che sembrano trascinarsi come giganti ormai morenti verso l’inevitabile abisso.

Oggi, però, il loro sound è decisamente meno distante, incurante e glaciale; l’obbiettivo è quello di creare un suono che sia vicino agli ascoltatori, quasi a voler sottolineare come i legami e le relazioni affettive tra le persone siano la sola ed unica forza capace di vincere il tempo che scorre inesorabile, mentre noi consumiamo sempre più le nostre energie. Tutto è fragile e transitorio. Gli aspetti materiali delle nostre vite sono destinati a sgretolarsi, prima o poi, per cui l’unica cosa che davvero conta sono le nostre emozioni. Sono i nostri sentimenti, nel bene e nel male, a tenerci in vita.

L’ultimo brano dell’album, “Loving The Alien”, è una cover di David Bowie proveniente direttamente dagli anni ottanta, proprio a voler evidenziare come il duo torinese, per questo nuovo lavoro, abbia rivolto il suo sguardo anche verso le sonorità e le melodie di quel decennio. E la scelta di David Bowie, sia dal punto di vista artistico, che umano, rimarca non solo la direzione musicale e stilistica in cui si muove “The Fellow Traveller”, ma anche le motivazioni concettuali che stanno alla base del nuovo lavoro: creare un contatto empatico con le persone. In tal senso David Bowie potrebbe essere il compagno ideale per questo nuovo viaggio dei The Frozen Autumn, che non vogliono essere più solitari e lontani, ma hanno intenzione di descrivere e cantare qualcosa di cui loro stessi e noi stessi, senza distinzione alcuna, siamo parte. 

“The Frozen Autumn” non è un album semplice, le sue strutture sonore sono sì accattivanti e piacevoli, ma sono caratterizzate anche da una certa complessità, per cui l’album, per essere veramente reso proprio ed apprezzato, va ascoltato più di una volta, in modo da scoprirne, ad ogni nuovo passaggio, sfumature e costruzioni sonore che prima erano del tutto sfuggite. È come se vi fossero più strati: quelli esterni, più diretti e riconoscibili, e poi via, via quelli interni, più fragili ed elusivi.

By | 2017-12-11T10:44:59+00:00 dicembre 11th, 2017|MUSICA|0 Comments

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