BLEEDING EYES, White Manna

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BLEEDING EYES, White Manna

I White Manna amano mescolare ingredienti diversi: guardano al garage rock degli anni sessanta ed al progressive rock degli anni settanta, alla furia ed alle distorsioni degli Stooges ed alla ruvidezza del punk. La band americana ama le sonorità low-fi e psichedeliche della California, alternando passaggi più lenti e meditativi a parti più brusche e veloci nelle quali la voce e le chitarre si mescolano completamente.

Questo sesto album, “Bleeding Eyes”, si diverte a guardare il passato con una certa sfacciataggine; non è un album classico e non suona come un classico album di progressive rock, ma è innegabile che i White Manna abbiano una certa propensione verso un rock cosmico ed aperto, in cui presente, passato e futuro si mescolano continuamente e nel quale non esistono neppure riferimenti spaziali. Siamo persi in un flusso continuo di note senza tempo e senza spazio.

La dimensione ideale della loro musica è quella di un sogno o meglio ancora quella di un incubo psichedelico nel quale tutto può sfuggirci da un momento all’altro. Ed in effetti questo è il loro sound: proprio quando sembra di aver tutto chiaro, fuzz e feedback si fanno più intensi e preponderanti, le parole si confondono, per poi disperdersi anch’esse in un vortice di suoni e rumori che sembra voler fagocitare ogni cosa.

L’album è compatto e non eccessivamente lungo, il che contribuisce a non stancare e disperdere l’attenzione degli ascoltatori, in quanto, comunque, il disco resta piuttosto fedele a sé stesso, lungo tutte le sue otto tracce.

Dalla iniziale “Bleeding Eyes”, rumorosa e turbolenta, per poi passare alla lenta “Vimanas”, in cui è possibile sentire le note d’un pianoforte oppure alla più energetica “Trampoline”, carica di sintetizzatori e riferimenti alle atmosfere aperte e eteree dello space rock degli anni settanta, per finire con le psichedeliche “English Breakfast” o “Freak”, assolutamente in linea con quello che è lo stile, la dinamica ed il fascino dei White Manna.

By | 2017-12-13T09:36:05+00:00 dicembre 13th, 2017|MUSICA|0 Comments

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