XXX THREE DECADES OF ROADRUNNER, vvaa

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XXX THREE DECADES OF ROADRUNNER, vvaa

Senza la Roadrunner Records il “metallo” avrebbe perso una casa accogliente ed ospitale e probabilmente molte band avrebbero trovato maggiori difficoltà ad esprimere la propria musica. Oggi il corridore della strada fa parte del gruppo Warner Music e questa pubblicazione in 4 CD potrebbe apparire come una mera operazione commerciale per strappare quasi quaranta euro a qualche sprovveduto babbione di passaggio. È innegabile che vi siano aspetti materiali e lucrativi dietro questa operazione, ma sarebbe ingiusto trascurarla del tutto, soprattutto trascurare la storia di questa etichetta nata in Olanda, la quale ha contribuito non poco alla rivitalizzazione della musica metallica avvenuta negli anni novanta e nei primi anni del nuovo millennio.

I quattro CD sono pensati da un punto di vista cronologico a partire dagli anni ottanta. Nel primo, infatti, trovano spazio i Mercyful Fate, tra i pioneri del black metal, nonché ispiratori, con le loro atmosfere cupe e sulfuree, di tante band di successo, come, ad esempio, i Metallica. Anche il crossover tra black e trash metal degli Obituary è documentato da questo primo CD, che, probabilmente, è quello più oscuro, estremo e brutale, con gruppi come i Deicide – divenuti famosi anche per le loro posizioni anticristiane – o i Suffocation, con le loro divagazioni sulla morte. Da citare anche i Biohazard, tra i primi a fondere le sonorità metalliche con elementi hardcore ed hip-hop, seme fondamentale per il successivo sviluppo del nu-metal negli anni novanta; i Type O Negative più vicini a elementi gotici, intimisti e decadenti; o i Brujeria, tra i primi ad aprire la strada del metallo in America Latina. Questo primo CD, quindi, fornisce un’idea di ciò che stava accadendo negli anni ottanta: se da un lato black, death, grind e trash metal raggiungevano la maturità, dall’altro venivano poste le basi per altri generi come il nu-metal, il gothic metal o l’hardcore metal, che avrebbero caratterizzato il decennio successivo.

Il secondo CD è quello che racchiude le band metal di maggior successo; negli anni novanta la Roadrunner raggiunse l’apice del suo sviluppo e riuscì a scoprire e produrre album fondamentali, che avrebbero, a loro volta, ispirato generazioni e generazioni di giovani musicisti. Innanzitutto “Roots” dei Sepultura, uno degli album trash più famosi, un disco in cui la band brasiliana mescolò il suo metallo con suoni e dinamiche degli Indios Amazzonici. Ma in quegli anni la Roadrunner seppe andare anche oltre il metal più classico, producendo band come gli Slipknot, anche se, a dir la verità, l’etichetta all’inizio non voleva scritturarli perché non amava i loro testi. Fortunatamente per noi e per la stessa label olandese, nel 1999 la Roadrunner decise di produrre il loro omonimo disco d’esordio, caratterizzato di un perfetto miscuglio di rabbia, rap-metal ed elettronica.

Nel terzo disco brillano le sonorità maestose ed epiche del progressive metal: quello più oscuro e meditativo degli Opeth e quello più solare, melodico ed onirico dei Dream Theater. In questo CD compare anche il compianto Ronnie James Dio, voce di Rainbow e Black Sabbath, con una suggestiva “Bible Black”, eseguita con i sabbathiani Geezer Butler al basso e Tony Iommi alla chitarra. Da citare anche il contributo dei Megadeth, altra band storica del trash metal, che negli anni duemila pubblicò il singolo “Head Crusher” con la Roadrunner.

L’ultimo CD è quello più eterogeneo e mette in evidenza come negli anni la label, entrata nel frattempo sotto l’ala protettiva della major Warner, abbia deciso di muoversi verso orizzonti non propriamente metallici. Figurano, infatti, i Rush con il loro mix di rock progressivo ed hard-rock; le atmosfere dark e vaudeville dei Dresden Dolls; il rock mainstream dei Nickelback; il ritorno dei mitici Lynyrd Skynyrd; l’interessante progetto alternativo di Corey Taylor degli Slipknot, cioè gli Stone Sour con le loro sonorità post grunge.        

By | 2017-12-15T09:37:08+00:00 dicembre 15th, 2017|CENTRIdiGRAVITA', MUSICA|0 Comments

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