LEVITATION, Deadneck

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LEVITATION, Deadneck

I Deadneck vengono da lontano, da una terra di confine nella quale lo stoner metal e l’hard blues si toccano e si guardano costantemente negli occhi. Questa è musica che scalda l’anima, soprattutto quando la tempesta imperversa furiosa, sia fuori, che dentro di noi. “Levitation” riesce a scaldare meglio del fuoco, meglio di qualsiasi intruglio bruciabudella.

“Sleepless” alterna passaggi più energici e diretti a parti più delicate e sognanti, mentre la successiva “(Born To) Follow” è potente, vorticosa e delirante. “Crimson Sky” è un vero e proprio viaggio psichedelico nei meandri della nostra mente, mentre le due canzoni finali “Somersault” e “Back On Top” hanno la capacità di riportare il tempo all’indietro, ai floridi anni settanta, per poi spingere improvvisamente e bruscamente le lancette in avanti, per tornare ai giorni nostri e mescolare quel confortante passato blues, acido ed hard rock con questo crudo presente fatto di doom, desert e stoner rock.

“Levitation” potrebbe essere stato partorito sotto il sole cocente del deserto della California, mentre la Morte ti cammina accanto, ma anche in un incrocio fuori mano, nei pressi del Mississippi, un luogo solitario dove puoi venderti l’anima al Diavolo per ottenere in cambio ciò che brami intensamente. Ma, in realtà, i Deadneck sono cinque ragazzi finlandesi e provengono da una tranquilla cittadina della Carelia meridionale, Lappeenranta. Ancora una volta la musica dimostra come sia possibile abbattere sia le distanze spaziali, che quelle temporali: il lago Saimaa è comparso nel bel mezzo della Valle della Morte, mentre i Deadneck davano vita a sonorità capaci di mescolare il rock acido e psichedelico dei Grateful Dead con lo stoner lisergico e dolente degli Sleep. Ma ciò che è il passato, compresi i tanto celebrati Black Sabbath o Kyuss, viene ridotto in frantumi, per poi essere riplasmato in una forma diversa, con un’essenza completamente nuova e creare così un sound unico ed originale, capace di rapire l’ascoltatore e spingerlo a compiere un viaggio in cui il tempo e lo spazio non sono più dei punti di riferimento indispensabili.

Questi sei brani riescono ad essere, ad ogni ascolto, imprevedibili e a suscitare nuove emozioni negli ascoltatori, è come se i Deadneck avessero deciso di incidere una lunga jam session, alternando atmosfere oniriche ed emotivamente stimolanti, a bruschi passaggi acidi e dirompenti. Un viaggio, quindi, che si rivela nuovo ad ogni ascolto, le possibilità sono infinite e le nostre strade possono incrociarsi improvvisamente. La California e la Carelia, il deserto e le foreste, il sole bruciante e quello pallido non sono mai stati così vicini tra loro. Ogni cosa ed anche il suo esatto contrario è a portata di mano, è sufficiente crederci e volerlo. “Levitation” è un disco senza confini, nel quale ogni luogo può essere il centro, mentre il presente ed il passato si intrecciano e si rincorrono continuamente tra loro.

By | 2018-01-05T09:01:22+00:00 gennaio 5th, 2018|MUSICA|0 Comments

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