GRIMMEST HITS, Black Label Society

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GRIMMEST HITS, Black Label Society

“Grimmest Hits”, il nuovo album dei Black Label Society di Zakk Wylde, scorre via che è una bellezza, dodici brani ricchi di riff metallici e convincenti, una linea di basso possente ed una sezione ritmica che sa, sapientemente, alternare passaggi lenti e veloci, melodici e rumorosi, mentre la voce di Zakk mantiene il suo solito timbro caldo, viscerale ed ipnotico. L’aggettivo più appropriato per descrivere questo disco è “denso”; un heavy metal classico, ricco di sonorità blues, che non disdegna dare vita a suadenti ballad d’atmosfera. L’album è il frutto evidente di ciò che Zakk Wylde sta facendo recetentemente, sia come solista, che assieme al principe delle tenebre Ozzy. Infatti è palese che la spina dorsale di questo progetto guardi soprattutto alle sonorità dei Black Sabbath, arricchendole di elementi blues e doom metal, con numerosi riferimenti al sound hard rock degli anni novanta. Probabilmente la scelta meno azzeccata è proprio quella del titolo, che potrebbe creare confusione con un greatest hits; inoltre queste canzoni sono meno sinistre e tormentate di quanto si può pensare riferendosi semplicemente al titolo.

L’inizio dell’album è solido ed incisivo, “Trampled Down Below” ha un ritmo intenso ed è in grado di incendiare tutto ciò che ostacola il suo cammino. L’incipit metallico sfuma poi nella successiva “Seasons Of Falter” che predilige, invece, la lentezza, la sofferenza e la melodia del blues. Zakk Wylde affronta il passato, le dannate pietre che continuano ad accumularsi sul nostro percorso e lo fa con una certa nostalgia per ciò che abbiamo irrimediabilmente smarrito. Ma vivere solo di ricordi non fa altro che farci sprecare, sempre più, il nostro tempo; è come una risacca nella quale possiamo restare intrappolati per sempre (“All That Once Shined”). L’unico modo per liberarsi e per riprendere il controllo delle proprie azioni e della propria vita è quello di affrontare le paure nascoste, di guardare negli occhi la sofferenza e tutto ciò che si cela nell’oscura stanza dei nostri peggiori incubi (“Room Of Nightmares”). Il video di questa canzone, invece, tenta, con un’ottima dose di auto-ironia, di tracciare una linea di positività, in quanto si vede la band tentare di animare la festa di compleanno di alcuni ragazzi scalmanati.

“Grimmest Hits” è un lavoro compatto, caratterizzato da un sound riconoscibile, ma non scontato: c’è l’inconfondibile odore del whiskey dall’etichetta nera, ma la band americana riesce, pur restando fedele al proprio stile, a muoversi in contesti diversi tra loro, a proporre ballate e brani più muscolari, a creare riff veloci ed a miscelare le sonorità seventy dei Black Sabbath con quelle grunge degli anni novanta, senza rinunziare alla propria indole hard rock ed agli sconfinamenti in territorio sludge.

By | 2018-01-22T17:28:08+00:00 gennaio 22nd, 2018|MUSICA|0 Comments

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