ASTRODOOMEDA, Kal-El

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ASTRODOOMEDA, Kal-El

“Astrodoomeda” è un viaggio attraverso gli spazi inesplorati del cosmo. Un viaggio che non si conclude nelle otto canzoni del disco, ma che continua nella nostra intimità, laddove le paure diventano enormi buchi neri, i nostri sogni sono stelle brillanti ed i rimorsi delle stelle oramai spente da tempo; ogni nuovo pianeta, capace di ospitare la vita, è un traguardo raggiunto, mentre ogni corpo inerme ed inospitale è un atroce fallimento.

Questo viaggio prende il via da una cittadina sulla costa norvegese, Stavanger, mescolando le sonorità lente e pesanti dello stoner metal con elementi più classici, sia di matrice psichedelica, che di stampo hard-rock provenienti dai remoti anni settanta. Si respira il futuro nelle note della band scandinava, ma, allo stesso tempo, è anche possibile assaporare le reminiscenze oscure dei Black Sabbath o quelle astrali dei Pink Floyd. Nasce così uno stoner psichedelico, massiccio e muscolare, che rappresenta il carburante che consente all’astronave Kal-El di intraprendere le sue esplorazioni e divagazioni sonore.

Il disco è aperto dall’omonima title-track, una canzone rumorosa e possente, caratterizzata da un incedere lento che diviene via, via più veloce e dirompente, quasi a voler proiettare l’ascoltatore, grazie anche alla complicità del brano seguente, “Atmosphere”, nella fase di lancio della nave madre verso i misteri dello spazio profondo. “Mothership”, con il suo suono doom metal, con le sue distorsioni, la sferzante linea di basso e la sua ruvidezza, rappresenta, appunto, l’astronave madre dei Kal-El. “Luna” è il brano più leggero e spensierato, che ha il compito di aprire la strada a quello che, invece, è il più complesso: “Starlight Shade”, una canzone densa di riferimenti progressive e psichedelici, vero e proprio punto di contatto tra l’heavy metal del passato e lo stoner metal attuale.

L’ultimo brano, quasi a voler sottolineare la ricerca delle proprie origini e della propria casa in questo universo infinito, è “Green Machine”, una cover dei Kyuss, altra band di riferimento per il genere stoner. Kal-El è il nome originario kryptoniano di quel supereroe che, sulla Terra, è noto come Superman; questo viaggio nelle oscurità ignote dello spazio, lontano da quel sole giallo che gli conferisce i suoi straordinari poteri, suona come la volontà di conoscere sé stesso, di spogliarsi di tutto ciò che non è necessario e che è dettato unicamente da condizionamenti esterni, per poter guardare da vicino e toccare con mano quello che è il proprio spirito, è questa la casa originaria che nessun sole rosso di Krypton potrà mai distruggere.  

By | 2018-01-25T12:04:37+00:00 gennaio 25th, 2018|MUSICA|0 Comments

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