DECADE, Calibro 35

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DECADE, Calibro 35

“Decade” perché sono passati dieci anni da quando il collettivo musicale Calibro 35 ha mosso i primi passi, di conseguenza è giunto il momento per un primo bilancio: valutare ciò che è stato fatto e stabilire cosa fare nel prossimo futuro. Rispetto ai lavori precedenti i fiati e gli archi sono divenuti parte integrante di questo disco, non semplici sovraincisioni aggiuntive. “Decade” si richiama, dal punto di vista visuale, all’Italia degli anni settanta, alla moda, all’architettura ed ovviamente alle sonorità funk-progressive sperimentali di band come gli Osanna o la PFM. La musica dei Calibro 35 fonde linguaggi diversi tra loro perché differenti sono le esperienze individuali e diversi sono i singoli background musicali: si passa dal jazz al rock psichedelico, dalle colonne sonore di Ennio Morricone, Luis Bacalov e Franco Micalizzi alla world music.

Lo sguardo della band è perennemente rivolto al futuro, non si può ridurre ad una malinconica operazione vintage; il passato ha la sua indubbia importanza, ma ciò che conta è proporre musica nuova, originale ed interessante. “Decade” è un album strutturato e complesso, ma, allo stesso tempo, gode di notevole fluidità, non stanca gli ascoltatori e ad ogni ascolto è in grado di stupire e donare nuove ed inattese chiavi di lettura. È un lavoro corposo ed inquieto, animato dal desiderio di diradare la foschia che avvolge la nostra quotidianità e spingerci a muoverci, ad incontrare persone, a conoscere il mondo e non accontentarci di quello che ci dicono o che abbiamo sotto il nostro naso. In tal senso, rispetto al precedente album, “SPACE”, quest’ultimo disco è più passionale, più vicino alle persone comuni, meno rivolto alle stelle ed ai pianeti dell’universo, ma più orientato al nostro presente ed al nostro futuro. Ciò, inoltre, lo rende più eterogeneo ed imprevedibile, non c’è un unico stile a dettare la linea guida, ma le diverse anime, da quella più classica a quella più sperimentale, contribuiscono, in egual misura, al risultato finale.  

“Decade” è denso di contenuti: i fiati e gli archi di “Psycheground”, le ritmiche travolgenti di “SuperStudio”, gli ammiccamenti jazzistici di “Faster Faster!”, i suoni artificiali della minimale “Modulor”, l’amore per il cinema esaltato da “Ambienti”; i Calibro 35 mescolano suoni provenienti da paesi diversi, passando al rock progressivo italiano al groove ed ai ritmi africani, dai calorosi club underground di Londra o Berlino agli spazi aperti ed incontaminati del nuovo mondo. Hanno dato vita ad un vero e proprio viaggio ed infatti l’ultimo brano del disco è intitolato “Travelers” e rappresenta, allo stesso tempo, la fine e l’inizio che si toccano e che si fissano continuamente l’un l’altro, proprio come nella città infinita rappresentata in copertina, simbolo del ciclo eterno del tempo e delle stagioni, ma anche rappresentazione vivida e potente del fatto che la musica non avrà mai termine. E questo disco ne è un valido e significativo esempio.

By | 2018-02-08T12:40:17+00:00 febbraio 8th, 2018|MUSICA|0 Comments

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