FOREIGN BODIES, Lamansarda

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FOREIGN BODIES, Lamansarda

È un disco intimo, per come è stato concepito, suonato e prodotto, ma, allo stesso tempo, è rivolto totalmente all’esterno, al mondo che ci circonda e di cui, volenti o nolenti, siamo e dobbiamo essere parte. È un angolo della nostra esistenza, ma è anche uno sguardo interrogativo rivolto verso il futuro. Concetti assolutamente condivisibili, normali e popolari, che ben si sposano con le sonorità folk-rock che costituiscono la colonna vertebrale di “Foreign Bodies”. Un lavoro che parte dalla dimensione più prossima a noi, che è, appunto, quella domestica, quella fatta di piccole cose e momenti apparentemente poco significativi, ma che poi finiscono per condizionare le nostre scelte quotidiane e quindi le nostre stesse esistenze.

Il futuro non è mai stato così intimamente legato al presente, come nei suoni e nelle parole di questa band partenopea.

Ciò che è intimo, però, non è necessariamente pacifico, quieto e sereno. Esistono timori, ansie, difficoltà: vi è un continuo flusso di emozioni e sentimenti, negativi e positivi, da e verso l’esterno. Intimità non significa affatto isolamento; esiste un processo osmotico continuo di condivisione che influisce sui nostri stessi comportamenti e che contribuisce alla formazione delle nostre idee.

Ambienti diversi che proiettano le loro ombre sulla nostra anima: la casa, la scuola, il lavoro, ma anche quegli spazi, apparentemente aperti, che condividiamo con gli amici o i semplici conoscenti. Sono le persone con cui interagiamo giorno per giorno a colorare gli spazi in cui viviamo, così come le chitarre elettriche ed acustiche, i fiati e le ritmiche leggere e suadenti dei Lamansarda danno forma e sostanza a queste canzoni. Ognuno, a modo suo, resta uno sconosciuto e può determinare un effetto imprevisto ed inatteso nella nostra vita. Ciò può sembrare inquietante e pericoloso; può apparire come un atto di resa, di debolezza o di fragilità verso gli altri ed il proprio domani; ma è quello che rende la nostra esistenza interessante, che ci permette di imparare – anche a costo delle nostre stesse sofferenze – e che ci consente di migliorare.

Si tratta di una forza che prescinde le futilità materiali, quelle per cui ci affanniamo spesso inutilmente ed è perciò una forza estremamente democratica. Ma come tutte le forze, essa fa sentire il suo effetto, esercita la sua tensione e può, di conseguenza, spingerci anche verso il punto di rottura e mettere fine ad un rapporto, ad una relazione, ad un progetto. Da ciò nasce l’atmosfera malinconica che accompagna questi dieci brani, ma anche la volontà di investire le proprie energie in questo disco, che risulta essere compatto, coeso, omogeneo e, soprattutto, in grado di offrire ogni volta emozioni intense all’ascoltatore, senza mai diventare scontato perché, in fondo, i corpi estranei sono perennemente in agguato.  

By | 2018-02-16T15:23:44+00:00 febbraio 16th, 2018|NewBoots&Contracts|2 Comments

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2 Comments

  1. mr Paranoic 19 febbraio 2018 at 7:30

    Grazie.
    L’uscita di “Foreign Bodies” è prevista il 22 Marzo (etichetta I MAKE RECORDS).

  2. Zio Checco 17 febbraio 2018 at 13:57

    Ciao ragazzi , complimenti di cuore , e’ tutto molto bello quello che ho letto , adesso sono curioso di ascoltare il vostro disco , come faccio per acquistarlo ?

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