TO THE SKY, Naomi Berrill

//TO THE SKY, Naomi Berrill

TO THE SKY, Naomi Berrill

“To The Sky”, il secondo disco di Naomi Berrill è dedicato all’acqua, mentre il precedente debutto, “From The Ground” era dedicato alla terra. L’artista irlandese continua, quindi, il suo intimo e personale viaggio attraverso i quattro elementi fondamentali della tradizione filosofica ellenica. Secondo gli antichi greci, infatti, in essi esisteva qualsiasi cosa e qualsiasi cosa consisteva semplicemente di questi quattro elementi: terra, acqua, fuoco ed aria. Sono elementi immutabili che si compongono per creare la vita, così come la percepiamo; mentre la loro separazione dà luogo a ciò che chiamiamo morte, ma, in realtà, non è altro che un processo di trasformazione che darà luogo a nuove forme di vita.

Le trame musicali di Naomi mescolano il folk celtico con un pop particolarmente evocativo, che guarda più alla musica cantautoriale di respiro internazionale, che alle classiche hit radiofoniche e commerciali. Il risultato sono, appunto, questi brani “acquatici”, nei quali la realtà ed il sogno si mescolano a tal punto da divenire indistinguibili e tutto appare velato, sfumato, misterioso, in parte celato. È proprio l’acqua che crea questo effetto estraniante e deformante, ma allo stesso tempo esso è anche rassicurante perché l’acqua è in grado di accoglierci e circondarci, di offrirci riparo e protezione. In fondo la stessa vita, sul nostro pianeta, ha avuto origine dall’acqua; l’acqua, quindi, è intrinsecamente connessa all’esistenza delle creature viventi, anche se, negli ultimi tempi, a causa delle follie umane, delle guerre che affliggono il mondo, della disparità con cui vengono suddivise le ricchezze della Terra, l’acqua si è trasformata in un cimitero per troppi, tanti poveri sventurati alla ricerca semplicemente di trovare altrove condizioni di vita migliori.

Ciò nonostante il disco di Naomi Berrill è pervaso, oltre che dalla sua voce sensuale e dalle melodie costruite, di volte in volta, dalla chitarra e dal violoncello, dal pianoforte e dalla concertina, da una grande speranza. Le generazioni future di “Sparkling Sea” saranno migliori di quelle attuali e riusciranno a non farsi ingannare e a non cadere nei nostri stessi errori; magari esse riusciranno a non perdere di vista il faro di “Lady Lighthouse” ed a muoversi attraverso l’oscurità e le menzogne.

È una strada; sta a noi decidere se percorrerla o meno. Ma qualsiasi cosa faremo ci saranno sempre momenti di gioia e di dolore, fasi di costruzione e di distruzione, ritorni inattesi e partenze improvvise, perché è questa l’unica storia possibile per l’essere umano, l’unica che lo fa sentire vivo (“Ogni Cosa”). Intanto le stagioni passeranno, il tempo porterà via con sé ogni cosa e l’acqua continuerà, imperterrita, il suo ciclo infinito di cambiamento: dall’immensità del cielo, alle profondità nascoste della terra (“Evaporate”).

   

By | 2018-02-16T13:05:11+00:00 febbraio 16th, 2018|MUSICA|0 Comments

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