THE NOTHING THEY NEED, Dead Meadow

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THE NOTHING THEY NEED, Dead Meadow

“The Nothing They Need”, il ritorno dei Dead Meadow, è un viaggio surreale ed apocalittico, fortemente influenzato dal clima di tensione, egoismo e paura che sembra dominare il mondo di oggi. Le energie più negative ormai hanno preso il sopravvento in ogni singolo aspetto della nostra vita, anche il più banale. C’è timore, diffidenza, voglia di isolarsi e non dare fiducia al prossimo.

Solo poche persone riescono a salvarsi e costruire qualcosa di buono. Sono coloro che riescono a coltivare le proprie passioni e che non si soffermano soltanto sull’aspetto puramente materialista della propria esistenza. Il sound del disco fonde, come al solito, rock psichedelico ed hard rock, un connubio ben riuscito tra anni sessanta e settanta, alternando momenti più rabbiosi ed incisivi a passaggi più onirici e melodici. Nonostante i richiami alle grandi band del passato, Pink Floyd e Black Sabbath su tutti, nonostante lo sguardo rivolto al mondo ed alle sonorità dello stoner e del desert rock, i Dead Meadow riescono continuamente, anche dopo venti anni, a divertire, divertirsi e produrre qualcosa di fresco ed interessante.

La band americana fa parte, a ragione, di quella sparuta categoria di gruppi che pubblica un nuovo album solo quando è veramente convinta e soprattutto quando sente di dover esprimere nuove idee. Nella loro carriera non esistono semplici dischi riempitivi. “The Nothing They Need”, rispetto al precedente lavoro in studio, è un album più duro e massiccio, denso di momenti introspettivi che esprimono la necessità di trovare anche in sé stessi, oltre che negli altri e nel mondo circostante, la forza per opporsi alle avversità e non farsi trasportare dal pessimismo.

Il disco è compatto e coeso, non esistono passaggi a vuoto. L’incisività e la forza del sound vengono mitigate dal cantato melodico che cerca di trasmettere serenità ed equilibrio agli ascoltatori. È un album da ascoltare tutto d’un fiato, senza pause, meglio se con le luci spente ed il volume alto. Passato e presente si mescolano tra loro; è evidente che il tempo sia trascorso; è ovvio che il peso delle passate esperienze sia, a volte, arduo e doloroso da trasportare, ma ciò non deve indebolirci, dividerci e farci arretrare. Ci sono state lacrime, ci sono ferite ancora aperte, che forse non si rimargineranno mai, ma è importante il fatto che la sofferenza e la malinconia possano trasformarsi in musica e passione. Solo così potremo salvarci e sentirci davvero vivi.

By | 2018-03-13T18:56:25+00:00 marzo 13th, 2018|MUSICA|0 Comments

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