FANTASMA, ARTO

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FANTASMA, ARTO

“Fantasma” è un album dinamico, compatto ed interessante, che ha il pregio di non scadere mai nella banalità e non apparire mai prevedibile e scontato. Vengono, infatti, sapientemente alternati momenti più pacifici e riflessivi ad esplosioni di pura, sana e benevola brutalità. Fatta eccezione per il primo brano, “On Suicide”, tutti i brani dell’album sono esclusivamente strumentali e mescolano sonorità hardcore, divagazioni stoner metal e psichedeliche in modo tale da dare vita ad atmosfere, allo stesso tempo, oniriche e claustrofobiche che conducono l’ascoltatore ad esplorare i meandri più nascosti e oscuri del proprio inconscio.

Il disco potrebbe essere una perfetta colonna sonora per i tempi moderni; tutto appare grigio ed avvolto dalla nebbia, ogni passo è insicuro, ogni emozione è mascherata, ogni scelta è ovvia. Ma sotto questa apparente superficie di calma e serenità si nascondono rabbia e frustrazione, violenza e paura, i peggiori mostri che l’animo umano è in grado di concepire. La band italiana riesce a trasformare questo malessere in musica; elementi gotici e atmosfere post-rock si sposano alla perfezione con gli arrangiamenti orchestrali, con le chitarre cariche di dolore e di tensione, con la batteria che detta le sue ritmiche massicce ed intense. Se “Trauma” esalta l’anima più metallica e robusta degli ARTO, “Larva” rappresenta il loro lato più oscuro ed elettronico, con i synth che costruiscono le atmosfere dannate di una pellicola noir che si intreccia alla vita vissuta, in modo tale da rapire completamente gli ascoltatori e renderli incapaci di comprendere quale sia la realtà e quale la finzione.

“A Ghost Limbo” è un brano epico, una sinfonia drammatica e maledetta, che mostra l’essere umano in tutta la sua debolezza e la sua fragilità. Il dolore fa sentire il suo peso sulla nostra quotidianità, sembra non poterci essere alcuna salvezza, in nessun tempo ed in nessun luogo, ma le note di pianoforte di “AibohphobiA”, nonostante l’apparente amarezza, sono un modo per esorcizzare tutte le nostre paure e per rivendicare la nostra umanità. Non dobbiamo restare perennemente intrappolati in questa spirale di negatività, di malinconia e di tristezza, ma è nostro compito trovare la forza per ribellarci e riprenderci il controllo delle nostre stesse esistenze. È l’unica possibilità che abbiamo per vincere questi fantasmi. Fantasmi che possono essere tanto interiori, cioè il frutto delle nostre paure inconfessate e dei nostri sensi di colpa, quanto esteriori, cioè creati ad arte da quella minoranza che detiene il potere politico ed economico globale con il solo scopo di tenerci sottomessi e divisi.

“Fantasma” è un disco cattivo, carico di veleno e rabbia, ma, allo stesso tempo, fornisce lo spiraglio su qualcosa di estremamente migliore e positivo, rispetto a quello che abbiamo o crediamo di avere oggi. Dobbiamo, però, trovare la forza per uscire dall’incubo. Ci riusciremo davvero?

By | 2018-03-19T18:29:03+00:00 marzo 19th, 2018|MUSICA|0 Comments

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