SPECTRUM: EPICENTRE, Deflore

//SPECTRUM: EPICENTRE, Deflore

SPECTRUM: EPICENTRE, Deflore

Lo spettro elettromagnetico ingloba tutte le possibili frequenze delle radiazioni elettromagnetiche, sia quelle che ricadono nel visibile e sono così direttamente percepibili, che quelle che esulano dal così detto spettro ottico. L’obiettivo del duo romano dei Deflore è, appunto, quello di indagare sia sugli aspetti immediati e chiaramente riscontrabili della nostra realtà, che su quelli che, pur essendo nascosti, influenzano continuamente le nostre scelte quotidiane, le nostre relazioni, i nostri sentimenti. “Spectrum: Epicentre” è un viaggio emozionale nel quale sonorità industriali e metalliche si mescolano, in maniera viscerale, ad elementi elettronici e psichedelici.

Il torpore materialista ed omologante, imposto dalla società moderna, è spezzato dalle esplosioni soniche racchiuse in questo disco: sintetizzatori e rumori, effetti e ritmi massicci e martellanti creano atmosfere apocalittiche e distopiche nelle quali l’essere umano appare perennemente in affanno, incapace ad esprimere liberamente le proprie emozioni e sempre più intrappolato in un meccanismo che punta solo al massimo profitto ed allo sfruttamento di ogni risorsa che questo sventurato pianeta è in grado di offrire.

I Deflore esprimono in musica il complesso rapporto tra l’uomo e la macchina, tra il creatore e la sua creatura. L’ambizione più grande dell’essere umano, infatti, è stata sempre quella di poter creare nuova vita, ma, spesso, ha pagato questa sua ambizione con dolore e sofferenza, privazioni e morte. L’uomo continua, incurante, ad imperversare come un redivivo dottor Frankenstein, disposto a sacrificare qualsiasi affetto, pur di raggiungere il suo obiettivo e soddisfare il proprio ego e la propria sete di conoscenza. “Spectrum” è la colonna sonora più adatta a rappresentare la drammaticità delle scelte del dottore e della sua sfortunata creatura; un flusso di suoni oscuri e misteriosi capaci di mettere gli ascoltatori al centro della scena e spingerli a guardare oltre l’abisso delle proprie convinzioni e delle proprie paure.

È un disco coeso e compatto, in grado di guardare tanto al passato ed ha ciò che esso custodisce, quanto al futuro. Un futuro, infatti, che non deve essere necessariamente immaginato come un’epoca in cui elementi e forze negative dominano le coscienze perchè ciò che avverrà dipenderà esclusivamente dalle nostre scelte, dalle singole azioni umane e dal rapporto che il creatore avrà con le sue creature. “Spectrum” ne è un esempio, è una creatura simbiotica, in cui convivono il bene ed il male, lo sconforto e la tenacia, la volontà di opporsi al proprio destino e quella di lasciarsi andare ed essere stritolato dagli ingranaggi del sistema.       

By | 2018-03-20T18:49:14+00:00 marzo 20th, 2018|MUSICA|0 Comments

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