THE SCIENSES, Sleep

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THE SCIENSES, Sleep

Quel messaggio in codice, che vagava nello spazio cosmico, è diventato realtà. Gli Sleep, noti anche per la storia travagliata dei loro precedenti lavori discografici, pubblicano finalmente un nuovo album, caratterizzato da riff carichi di delirante potenza e convulsioni psicotrope.

“The Scienses” si apre con il brano strumentale che da il titolo al disco; un brano che procede inesorabile e distruttivo, come se si trattasse di magma incandescente. La successiva canzone, “Marijuanat’s Theme”, è graffiante e violenta, un miscuglio di sonorità desertiche che riporta la band al nostro presente turbolento, contraddittorio ed oscuro, mescolando le dinamiche della vita moderna con esplosioni sabbathiane ed ossessioni pinkfloydiane.

“Sonic Titan” è pura rabbia che si trasforma in musica, fuoco che divampa dall’oscurità e che sembra voler avvolgere il mondo intero. Il terzo brano, “Antarcticans Thawed” segue la linea stoner più naturale della band, è un viaggio psichico e surreale nel deserto del nostro inconscio, sotto il sole cocente e malevole delle nostre paure più irrazionali e nascoste. Un viaggio logorante e martellante, faticoso e vibrante, che termina nella successiva “Giza Butler”; è, ovviamente, del tutto evidente l’omaggio al bassista Geezer Butler. Questa è, infatti, la canzone che più di tutte fa proprie alcune delle dinamiche e delle sonorità maggiormente care ai Black Sabbath. Gli Sleep, però, ne elaborano una propria ed originale versione, de-assemblano e ri-assemblano ogni singolo elemento, costruiscono un suono completamente nuovo, acido ed oscuro, che inviano verso le profondità più remote e sconosciute dell’universo. Ed infatti l’ultimo brano, “The Botanist”, è denso di vibrazioni neo-psichedeliche che sembrano voler accompagnare l’astronauta, presente sulla copertina del disco, nel suo viaggio cosmico verso l’ignoto e soprattutto in quella che è la sua e la nostra ricerca del senso stesso dell’uomo e dell’esistenza. Siamo soli?

Gli Sleep sono tornati, dunque, ed il loro è certamente un ottimo ritorno.

By | 2018-06-13T11:43:17+00:00 giugno 13th, 2018|MUSICA|0 Comments

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