TIGRIS & EUPHRATES, Sherpa

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TIGRIS & EUPHRATES, Sherpa

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Il Tigri e l’Eufrate sono la coppia di fiumi più celebre al mondo, quella attorno alla quale si sono sviluppate le antiche civiltà dell’Asia Minore, grazie, soprattutto, all’introduzione dell’agricoltura, che ha permesso insediamenti umani più stabili e, di conseguenza, la nascita delle prime città e dei primi stati.

Il lavoro degli Sherpa si pone, quindi, l’obbiettivo di scavare in profondità nella storia dell’evoluzione umana, nella quale è nascosto il nostro bisogno di stringere rapporti e relazioni, di creare dei legami, di esistere e crescere non solo come individualità, ma come collettività con uno sguardo rivolto alle generazioni future. La nostra storia, però, ci ha insegnato che questo non è stato mai un processo semplice e pacifico. Ancora oggi il mondo è sconvolto dalle guerre, dalla necessità di alcuni individui di primeggiare ed imporre la propria volontà sui propri simili, dal consumo e sfruttamento indiscriminato delle risorse del pianeta senza preoccuparsi di lasciare un ambiente sano e vivibile ai posteri.

Il disco degli Sherpa è, di conseguenza, un viaggio ostico e faticoso. Le sonorità psych-rock della band italiana, se da un lato mirano al cielo e tendono perciò ad essere suadenti e meditative, morbide e melodiche, dall’altro sono continuamente attratte verso la terra, sono continuamente assalite da momenti più oscuri e tenebrosi, che si manifestano, musicalmente, con passaggi carichi di tensione e disperazione, nonché sonorità più rabbiose, crude e distorte. In tal senso gli Sherpa rispecchiano le loro origini, l’Abbruzzo, un luogo nel quale la bellezza è strettamente intrecciata con i sacrifici e le difficoltà.

“Tigris & Euphrates” è anche un viaggio introspettivo nei nostri bisogni primari, negli istinti che stanno alla base di tutti i nostri comportamenti. Un percorso pericoloso perché tende a portarci a camminare sul tenue confine che esiste tra il Bene ed il Male.

Gli Sherpa, in particolare, utilizzano il linguaggio universale della musica per indagare, a ritroso, l’evoluzione dei rapporti, costruttivi e distruttivi, che si instaurano tra le persone; rapporti che, nel tempo, sono divenuti sempre più complessi e, quindi, hanno richiesto, per essere attuati, forme di comunicazione e di linguaggio sempre più complicate e diversificate. In principio esisteva un’unica forma di comunicazione, di natura divina; poi, a causa dell’arroganza degli stessi uomini che osarono sfidare Dio con la costruzione della nota torre, nacquero, per punizione, i vari idiomi. Aldilà del mito di Babele, è probabile che, inizialmente, gli uomini comunicassero sfruttando una forma di linguaggio primordiale estremamente semplice e poco diversificata, dalla quale si sono poi sviluppate le varie lingue. Esiste, quindi, una base comune che accomuna tutti gli uomini, indipendentemente dal luogo natio, dalla nazione di appartenenza, dalla religione, dalle credenze e  dai costumi. La nostra matrice è una matrice comune; la nostra razza è unica; di conseguenza è assurdo avere paura delle diversità, gli esseri umani fanno parte del tutto, la musica fa parte del tutto.

By | 2018-09-08T09:16:36+00:00 settembre 8th, 2018|MUSICA|0 Comments

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