mercoledì, novembre 14, 2018
Il Parco Paranoico

Hypnotized, Liquid Visions

Mik Brigante Sanseverino novembre 3, 2018 Dischi Nessun commento su Hypnotized, Liquid Visions

Benvenuti nel regno psichedelico, il suono fluido e visionario dei Liquid Visions accompagnerà il vostro viaggio nel reame situato oltre lo specchio. Non importa dove vi troviate: “Hypnotized” è raggiungibile da qualsiasi luogo; da Berlino, come dal vostro piccolo e remoto paese. Lo specchio è ovunque, non vi resta che varcarne la soglia e gettarvi alla scoperta di questo paese delle meraviglie fatto da sonorità acide e ipnotiche, effetti e reverberi in grado di scandagliare e rivoltare le vostre coscienze.  L’album, pubblicato nel 2002 su CD, uscirà il 9 Novembre su vinile verde in edizione limitata di 500 copie; un’occasione unica per avere tra le mani un grande disco e per assaporare quel suono che sa tanto di anni sessanta, riuscendo, però, allo stesso tempo, ad essere moderno e bizzarro. Fuzz rock e divagazioni psichedeliche, musica spaziale in grado di amplificare le nostre sensazioni e riportare alla luce le emozioni più oscure e profonde.

“Morning Rain” è una sfida lanciata a coloro che preferiscono un mondo statico e stagnante, nel quale ognuno faccia esattamente sempre le stesse cose, senza porsi alcuna domanda. Un mondo chiuso dominato dalla paura, un mondo diffidente verso gli estranei. Ma c’è bisogno di muoversi e combattere, di conoscere direzioni e traiettorie diverse; non si piò vivere accontentandosi di restare imprigionati nelle proprie stanze e nei propri piccoli cortili sotto la pioggia battente del mattino. Come fate a non rendervi conto che persino i muri stanno danzando? Hanno bisogno di respirare, di vivere, di correre altrove. Altrimenti potrebbero impazzire.

“State Of Mind”, il primo brano dell’album, esprime, appunto, di vincere tutto ciò che ci impaurisce e ci trattiene, tutto ciò che potrebbe alterare negativamente ed irrimediabilmente il nostro fragile stato mentale. Forse da soli non ce la faremo mai a sconfiggere i demoni che cercano di trattenerci, è indispensabile non essere soli durante il viaggio, avere qualcuno con cui parlare. Le parole assumono, quindi, un ruolo salvifico, ci permettono di capire le persone che ci sono accanto, di accettarne le debolezze ed assieme costruire qualcosa che sia robusto, che sia migliore.

“Waste” è la canzone del tempo di cui abbiamo bisogno per costruire il nostro equilibrio, ma contemporaneamente dà voce al nostro timore di sprecare e rendere del tutto inutile il tempo a nostra disposizione. Il sistema precostituito, rappresentato, spesso, da colore che ci circondano, da quella folla che ama giudicarci, vuole indebolirti e demoralizzarti; per loro è tutto tempo perso, sono tutte energie sprecate; chiunque tenti di scegliere diversamente è, nel migliore dei casi, un sognatore sprovveduto e, nel peggiore, l’anomalia da eliminare. Ma nulla in cui crediamo e per cui lottiamo è tempo perso.  

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About The Author

Autore delle raccolte di poesie "Il Covo Dei Briganti" ed "Ultravioletto"; autore della raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma"; ha fatto parte del collettivo letterario "Extravesuviana" per cui ha curato la rubrica settimanale "Favole del tempo andato". Attualmente è parte attiva del collettivo letterario "Baranduin, il fiume di confine" con cui pubblica poesie e racconti. Autore dei testi e voce del progetto musicale "Briganti Elettrici".

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