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mercoledì, Ottobre 16, 2019
Il Parco Paranoico

C18, Pure Italian Gems

Mik Brigante Sanseverino Dicembre 17, 2018 Dischi Nessun commento su C18, Pure Italian Gems

“C18 Pure Italian Gems” è una raccolta di canzoni – una playlist, come ci piace chiamarle oggi – caratterizzata, oltre che dalla sua astratta forma virtuale costituita dal flusso di bit che codificano i file in formato MP3 o FLAC, anche da una propria e reale fisicità: una musicassetta in doppia colorazione rosso/bianco, acquistabile al modico costo di 5 euro, oppure scaricabile gratuitamente tramite Bandcamp (https://ladysometimes.bandcamp.com/album/compilation-c18-pure-italian-gems).

La compilation della Lady Sometimes Records ci permette di fare una riflessione su una tecnologia che è oggi predominante, quella dello streaming, sia di contenuti audio – con Spotify e piattaforme simili – che video – con Netflix e proposte analoghe. Nonostante l’ampia disponibilità di contenuti usufruibili, ciò non ci rende né più autonomi nelle nostre scelte, né più consapevoli di ciò che viene prodotto nel mondo. La questione è che la gran parte degli utenti/ascoltatori non utilizza la piattaforma per estendere la propria conoscenza e la propria collezione di album e band, ma ne fa un uso passivo, come se si trattasse di una semplice radio, più o meno commerciale. L’ascoltatore si limita a sintonizzarsi sulle playlist che gli algoritmi della piattaforma in oggetto costruiscono, ad hoc, per lui.

Un primo effetto negativo, a breve termine, di questo approccio così chiuso è che, alla fine, vengono favorite sempre le solite band, quelle già famose e mainstream; saranno solo questi artisti a guadagnarci, perché, purtroppo, per avere un riscontro economico davvero significativo è indispensabile,  – visto che le inique regole del mercato neoliberista banalizzano l’arte e la musica a un mero prodotto industriale – avere milioni di ascolti. Tutto ciò fa sì che le band emergenti restino, perennemente, ai margini di questo sistema, senza riuscire a raggiungere né il grande pubblico, né la gratificazione economica. Il secondo effetto negativo, a medio e lungo termine, è che, a causa dell’atteggiamento dei fruitori delle varie piattaforme di streaming, sia i produttori, che gli artisti, cercheranno, per quanto possibile, di rientrare nelle logiche degli algoritmi della piattaforma e ciò tenderà ad imporre un processo di omologazione della musica a livello globale, perché solo in tal modo, cioè solo riuscendo ad entrare in una radio o in una playlist tematica, gli artisti emergenti potrebbero riuscire ad arrivare al grande pubblico, a patto che il tutto non si riduca tutta ai 15 minuti di celebrità – o in tal caso ai 3, 4 minuti odierni – profetizzati da Andy Warhol.

“C18”, quindi, non è solo un oggetto vintage ritornato improvvisamente e recentemente di moda, non è solo una cassetta di plastica colorata, ma rappresenta il tentativo di respingere questo processo di omologazione globalizzato e risvegliare lo spirito critico delle persone; la capacità di esprimere le proprie scelte, aldilà dei suggerimenti predefiniti di un algoritmo informatico, che, per quanto possa essere complesso e ben programmato, non potrà mai prevedere del tutto l’irrazionalità, l’emotività, l’imprevedibilità della mente e soprattutto del cuore umano. Tutto ciò che possono proporci Spotify o Netflix è semplicemente il frutto di ciò che abbiamo già scelto in passato, di ciò che hanno scelto altri utenti con caratteristiche simili alle nostre e di ciò che si sta imponendo a livello globale. Ma dov’è il futuro? Dov’è la voglia irrefrenabile dell’essere umano di oltrepassare le colonne d’Ercole e scoprire cosa c’è oltre? Perché un elenco di canzoni, prodotto in maniera automatica, prevedibile e sistematica da un software, deve necessariamente essere migliore, più interessante o più vicino ai nostri gusti, rispetto ad una collezione di canzoni proposta da un gruppo di persone che, come noi, amano la musica ed ancor di più la libertà e l’autonomia delle proprie scelte?

La risposta potrebbe trovarsi proprio nella compilation uscita il 14 Dicembre: nelle veloci divagazioni pop-rock degli Sweat, nei passaggi più melodici dei The Chilly Willies, nelle ambientazioni darkwave dei Frown o dei Quaint Ash, nella nowave dei La Naissance, negli influssi power-punk dei Naughty Betsy, nel alternative folk meditativo degli Urali, nella leggererezza di MasciaTi, nei momenti lisergici degli Halflab, nei suoni acidi degli Stille Dammerung, nel post-rock dei True Sleeper, nel rock  viscerale e psichedelico dei Sonic Jesus o nei passaggi elettronici dei Ramplingg. 

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About The Author

Michele Brigante Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico, ha pubblicato "Il Covo Dei Briganti" (poesie), "Ultravioletto" (poesie) ed "Ummagumma" (favole del tempo andato). Gestisce una propria pagina di resistenza poetica "CheckPointCharlie" (www.checkpointcharlie.it), oltre che collaborare con la webzine "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com). Contatti: postmaster@paranoidpark.it

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