giovedì, Aprile 18, 2019
Il Parco Paranoico

Massive Attack, live (Roma)

Mik Brigante Sanseverino Febbraio 11, 2019 Concerti Nessun commento su Massive Attack, live (Roma)

“Un tempo i dati avrebbero dovuto rendervi liberi”, recita uno dei messaggi testuali visibili sullo schermo alle spalle dei Massive Attack. “Mezzanine” fu pubblicato nel 1998, sono trascorsi più di venti anni, ma i temi trattati sono ancora attuali e lo saranno ancor di più nel prossimo futuro, soprattutto se le politiche sociali ed economiche resteranno quelle attuali.
Abbiamo barattato la nostra libertà con i miraggi della sicurezza, della stabilità e del benessere, ma in realtà viviamo in balia della paura, del pessimismo e della precarietà, in un equilibrio che si fa sempre più fragile, su un pianeta che è sempre più vicino al collasso ambientale. La libertà digitale, la possibilità di accedere alla verità e di utilizzare le nuove tecnologie per migliorare la vita di miliardi di persone e rendere il mondo un luogo più giusto, più sicuro, più pacifico, nel quale tutti avessero diritto ad un futuro ed alla possibilità di realizzare i propri sogni, si sono rivelate essere ingenue utopie.
Una mole immensa di dati personali vengono manipolati, continuamente, da algoritmi sempre più sofisticati, con l’unico obiettivo di prendere il controllo delle nostre scelte future: dalle scelte più banali, come cosa comprare per cena, a quelle più importanti, come quale partito votare.
Accaparrarsi i Big Data significa riuscire ad imporre agende politiche, influenzare i governi, spingere l’umanità in una direzione, piuttosto che un’altra. Ci avviciniamo, sempre più, al giorno in cui un unico governo tecnocratico mondiale centralizzerà ogni dato ed ogni algoritmo nelle propri mani, blindandoli e rendendoli oscuri ed inaccessibili al resto del mondo. Ecco perché, oggi, è fondamentale comprendere che le tecnologie della comunicazione sono il più importante terreno di scontro con quelle dispotiche élite di potere che cercano di imporre la loro egemonia su questo pianeta. Tentano, in tutti i modi possibili, di distrarci ed incuterci ogni tipo di paura; vogliono farci sentire soli, divisi e meno sicuri, in maniera tale da poter giustificare e rendere necessarie ai nostri occhi, per garantire il benessere comune, le loro politiche di controllo, mascherandole dietro i fantasmi della prevenzione e della sicurezza.
I Massive Attack ci mettono davanti a questo mostro, tirano via i veli di ipocrisia e conformismo; aprono le porte su un opprimente futuro a tinte fosche. Abbiamo preso una strada sbagliata, ma siamo ancora in tempo a correggere i nostri errori; possiamo invertire la rotta; possiamo decidere di sottrarre i nostri dati ai loro algoritmi di controllo, di rendere imprevedibili le nostre scelte, di cercare di informarci andando oltre a quella che è la versione dei media di regime.
La rete globale, la tecnologia, i software sempre più evoluti, sono un’arma a doppio taglio: non dobbiamo semplicemente subirli ed accontentarci dello smartphone sempre più evoluto o dello schermo con la definizione sempre più elevata, ma dobbiamo impadronirci della conoscenza vera, oltre che della forma, utilizzarla per informarci ed informare gli altri; per risvegliare le coscienze; per denunciare tutte le manovre compiute ai danni della collettività dalle varie multinazionali senza scrupoli; per denunciare la corruzione e la collusione di alcuni politici e tutte quelle subdole leggi che mirano, nei fatti, a limitare le nostre libertà individuali e collettive. Parallelamente è necessario non isolarsi nel mondo virtuale dei social media, ma costruire la propria rete di relazioni sociali reali e veritiere, parlarsi, confrontarsi, litigare, discutere, condividere opinioni ed idee, costruire alternative, uscire dagli schemi elaborati a priori dalle intelligenze artificiali.
Quando un concerto dei Massive Attack inizia con un brano dei Velvet Underground (“I Found The Reason”); quando la voce di Elizabeth Fraser lascia, ancora una volta, a bocca aperta tutto il pubblico presente allo show, come se fosse passato solo un attimo da quel 1998; quando sonorità elettroniche, trip-hop, chitarre taglienti e due batterie, si amalgamano alla perfezione, abbattendosi, come un pugno, su tutto ciò che è menzognero, fallace e superficiale; quando le parole di Robert Del Naja sferzano la piacevole serata romana, tu pensi che tutto sia ancora possibile.
Anche costruire un futuro migliore. Anche spezzare il loop nel quale vogliono tenerci soggiogati.

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About The Author

Michele Brigante Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico, ha pubblicato "Il Covo Dei Briganti" (poesie), "Ultravioletto" (poesie) ed "Ummagumma" (favole del tempo andato). Fondatore del collettivo letterario "Baranduin" (www.baranduin.it). Responsabile editoriale della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it). Gestisce una propria pagina di resistenza poetica (www.checkpointcharlie.it).

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